Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:57
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Altro che strette di mano, l’Egitto non collabora su Giulio Regeni: “Per loro il caso è chiuso”

Immagine di copertina

Per un vizio procedurale il processo ai quattro agenti dei servizi segreti egiziani per l’omicidio di Giulio Regeni è fermo da quasi due anni: secondo la Corte d’Assise, e la Cassazione, l’udienza non può cominciare se non vengono notificati gli atti agli imputati. Ma secondo Il Cairo, che li ha già prosciolti nel corso di un’inchiesta interna, non verranno mai processati a Roma. Un documento depositato presso il Tribunale della Capitale e firmato da Nicola Russo, il capo dipartimento del Ministero della Giustizia, spiega come per l’Egitto “nessun processo e nessuna collaborazione sono possibili”. “La procura egiziana – si legge – ha ribadito che resta valido quanto contenuto nel decreto di archiviazione per i quattro imputati in Italia, firmato dai magistrati egiziani nel dicembre scorso. In Egitto non si potrà più aprire un procedimento per il caso Regeni nei loro confronti, per il principio del ne bis in idem”.

L’ennesimo schiaffo alla memoria di Giulio, dopo sei anni di depistaggi, e all’indomani dell’incontro a Sharm El-Sheikh tra la premier Giorgia Meloni e il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. Palazzo Chigi in una nota ufficiale ha parlato di una “forte attenzione al caso di Giulio Regeni” nel corso del vertice, ma l’Egitto tutto quello che aveva da dire sul caso del ricercatore sequestrato, torturato e ucciso dai suoi servizi segreti l’ha già detto. Tra i membri dello scorso esecutivo c’erano stati due gesti di particolare forza simbolica: l’ex ministra della Giustizia, Marta Cartabia, si era offerta di andare personalmente al Cairo, non ricevendo mai alcuna risposta. Mario Draghi invece aveva costituito la presidenza del Consiglio come parte civile nel procedimento contro i quattro agenti.

Per sbloccare il caso l’Egitto dovrebbe comunicare gli indirizzi degli imputati all’Italia o decidere di riaprire il fascicolo ammettendo la presenza “di nuovi elementi”: ipotesi altamente improbabile e realizzabile soltanto alla luce di una caduta di Al Sisi. Oppure si potrebbe notificare la citazione in giudizio sul luogo di lavoro degli imputati (lavorano tutti al ministero). In ultimo, aprire un arbitrato internazionale e portare il Cairo di fronte a un giudice per violazione della convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.

Ti potrebbe interessare
Esteri / La prima enciclica di Leone XIV: “L’Intelligenza artificiale non deve oscurare la dignità umana”
Esteri / Palestinesi costretti a demolire le proprie case per far posto a un parco a tema israeliano
Esteri / L’appello dell’editore del “New York Times” ai media Usa: “Resistete a Trump”
Ti potrebbe interessare
Esteri / La prima enciclica di Leone XIV: “L’Intelligenza artificiale non deve oscurare la dignità umana”
Esteri / Palestinesi costretti a demolire le proprie case per far posto a un parco a tema israeliano
Esteri / L’appello dell’editore del “New York Times” ai media Usa: “Resistete a Trump”
Esteri / Gaza: 5 morti in un raid aereo di Israele nel centro della Striscia
Esteri / I voli estivi sono salvi nonostante Hormuz: “Nessuna carenza di carburante almeno fino all’autunno”
Esteri / Donald Trump si sottopone al terzo checkup in 13 mesi: “Sto benissimo”
Esteri / Usa bombardano l'Iran “per autodifesa”, Teheran: “Preparate i bunker”. Israele intensifica raid in Libano. Ma la trattativa continua
Esteri / Abusi sessuali, sfollamenti, separazioni forzate: così le guerre rovinane le vite dei bambini
Esteri / Trump: “Accordo con l’Iran pronto, Hormuz riaprirà. Ma Teheran non potrà mai avere l’atomica”
Esteri / Il risiko del petrolio tra Usa, Russia, Cina ed Europa: vincitori e vinti della crisi nello Stretto di Hormuz