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In Pakistan il delitto d’onore uccide almeno 1.000 persone ogni anno

Il fenomeno, approvato da norme consuetudinarie non riconosciute ufficialmente, è ancora praticato nel paese asiatico, in cui genitori e parenti hanno una forte influenza sulla scelta del partner per ragazzi e ragazze

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 15 Set. 2017 alle 17:01 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:47
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Immagine di copertina
Il delitto d'onore è un fenomeno che ancora affligge paesi come il Pakistan. Credit: Reuters

In Pakistan, nella città di Karachi, sono stati trovati i corpi di una coppia di adolescenti con evidenti segni di bruciature elettriche: i giovani sono probabilmente vittime di un “delitto d’onore”, una pratica ancora diffusa nel paese asiatico.

Più di mille persone muoiono in Pakistan ogni anno a causa di questa barbarie e la maggior parte di queste sono donne o minori.

I delitti di Karachi

La polizia della città teme che i due giovani siano stati vittime di un “delitto d’onore”, un fenomeno ancora piuttosto diffuso nel paese asiatico.

I funzionari dell’obitorio locale hanno riesumato i corpi della 15enne Bakht Jan e del suo fidanzato 17enne Rehman, a un mese dalla loro sepoltura.

I cognomi delle due giovani vittime non sono stati rivelati dalle autorità. Alla riesumazione dei corpi erano presenti, oltre al magistrato che si occupa delle indagini, anche alcuni medici legali e funzionari di polizia.

Secondo le ultime ipotesi investigative, la coppia, il cui rapporto era osteggiato dalle famiglie, pianificava di fuggire insieme quando sono stati scoperti da alcuni parenti.

Scoperto il piano dei due giovani, le famiglie si sarebbero rivolte agli anziani del villaggio, che riunito il locale consiglio tribale, chiamato jirga, avrebbero ordinato di uccidere gli adolescenti.

I due giovani sono stati drogati, legati a un letto e quindi torturati prima di essere uccisi. La ragazza è morta il 15 agosto scorso, mentre il fidanzato è stato ucciso il giorno successivo.

Quello che sconcerta le autorità è la modalità di esecuzione degli omicidi, l’utilizzo dell’elettrocuzione come metodo di tortura e per uccidere è infatti piuttosto insolito nei delitti d’onore.

Al momento la polizia di Karachi ha arrestato quattro persone, tra cui i padri dei due giovani uccisi. Le autorità stanno dando la caccia ai membri del consiglio del villaggio che ha ordinato gli omicidi, in particolare stanno cercando di individuare chi lo ha presieduto.

Secondo il capo della polizia del distretto di Karachi, Rao Anwaar, gli inquirenti sono stati avvertiti dell’accaduto da un informatore, che ha indicato alle autorità il luogo di sepoltura dei corpi.

I resti delle vittime sono stati ritrovati nel cimitero di Mauladad, nella colonia di Sherpao, un quartiere della città meridionale costiera Karachi.

“C’erano visibili segni di scosse elettriche e torture su entrambi i corpi”, ha confermato al quotidiano pakistano The Dawn il dottor Qarar Ahmed Abbasi, dell’ospedale di Karachi.

La situazione nel paese

Secondo i gruppi di attivisti per i diritti umani in Pakistan, i delitti d’onore sono in aumento in tutto il paese. La maggior parte delle vittime sono donne, uccise per impedire loro di contrarre matrimoni non approvati dalle famiglie.

Secondo la Commissione indipendente per i diritti umani del Pakistan, almeno 1.100 pakistane sono state uccise nel 2015 da genitori o parenti che le accusavano di aver disonorato le proprie famiglie.

Nel 2016 poi, lo stato dei diritti umani in Pakistan è rimasto ancora al di sotto degli standard internazionali. 

Alcuni progressi sono stati fatti nell’ambito della protezione delle donne e dei minori, attraverso l’approvazione di leggi contro la violenza, lo stupro, i “delitti d’onore” e lo sfruttamento minorile.

Tuttavia, un gran numero di donne e bambini sono ancora vittime di violenze e abusi.

Nella provincia settentrionale del Gilgit-Baltistan ad esempio, su 23 casi di omicidio registrati nel 2016, 13 sono stati “delitti d’onore”.

In questa provincia si è anche registrata almeno una violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza.

Soltanto nei primi 10 mesi del 2016 poi, almeno 187 donne sono state uccise nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan. Almeno 40 di queste donne sono vittime di “delitti d’onore”.

Anche lo stato pakistano del Punjab ha assistito a un aumento dei casi di violenza contro le donne.

Questa situazione ha spinto il parlamento di Islamabad ad approvare all’unanimità delle risoluzioni contro la violenza di genere e i “delitti d’onore”.

La legislazione approvata dalle autorità introduce pene più dure per chi si macchia di questi delitti. Tuttavia, le modifiche legislative non sono ancora state in grado di migliorare la situazione.

Questo tipo di omicidi trova infatti giustificazione in norme consuetudinarie che non sono approvate dai tribunali ufficiali, ma trovano il consenso di una parte della popolazione.

Anche le autorità religiose del paese hanno cercato di combattere questo fenomeno. Un consiglio islamico sunnita pakistano, il Sunni Ittehad Council, un gruppo di studiosi islamici del movimento religioso Barelvi, ha emesso una fatwa contro i “delitti d’onore”, dichiarandoli pratica anti-islamica e un “grave peccato contro Dio e la religione”.

Secondo gli studiosi islamici infatti, uccidere una donna che abbia scelto liberamente il proprio marito è contro i precetti della religione musulmana.

Il parlamento pakistano ha poi approvato ad ottobre 2016 una modifica del codice penale in vigore nel paese che, nei casi di “delitti d’onore”, consentiva la liberazione dell’omicida se questo fosse stato perdonato dai genitori della vittima.

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