Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:12
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La presidente del partito democratico Usa si dimette in seguito a una fuga di mail

Immagine di copertina

Le email dimostrano come gran parte dell'establishment del partito fosse realmente preoccupata dall'avanzata di Bernie Sanders e cercasse di ostacolarlo

La presidente del partito democratico degli Stati Uniti, Debbie Wasserman Schultz, ha annunciato le sue dimissioni, dopo che migliaia di email private sono trapelate, minacciando gli sforzi per l’unità del partito, proprio nei giorni della convention democratica che si tiene a Philadelphia dal 25 al 28 luglio. 

Le oltre 19mila email sembrano suggerire che la maggior parte dei funzionari del partito abbiano cercato di contrastare la campagna di Bernie Sanders, rivale di Hillary Clinton alle primarie dei mesi scorsi. Le comunicazioni erano state pubblicate dal sito WikiLeaks lo scorso 22 luglio. 

Le email dimostrano come gran parte dell’establishment del partito fosse realmente preoccupata dall’avanzata di Sanders, candidato alle primarie che non era neanche membro del partito fino a poco tempo prima. 

Le dimissioni di Wasserman Schultz arrivano in un momento molto delicato per il partito, dal momento che la maggior parte degli sforzi di Clinton e del suo staff è volta a offrire un’immagine del partito il più unito possibile, in contrasto con l’evidente discordia interna ai repubblicani, emersa in maniera ancora più significativa durante la convention di Cleveland della settimana scorsa. 

I sostenitori di Sanders, e lui stesso, hanno per mesi “sospettato” che la maggior parte del partito gli remasse contro, e ora ne hanno le prove. Negli ultimi giorni inoltre hanno espresso il loro malcontento per la scelta del vicepresidente, il senatore della Virginia, Tim Kaine, preferendogli qualcuno con idee più di sinistra, nonostante la stima personale di Sanders nei suoi confronti. 

Intanto oggi, 25 luglio, si aprirà la convention di Philadelphia, con gli attesi interventi della first lady Michelle Obama e dello stesso Bernie Sanders. Prenderanno parte alla convention nei prossimi giorni anche Bill Clinton e Barack Obama. 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Ti potrebbe interessare
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Esteri / Attentato fallito in Germania: scoperti droni diretti contro aerei carichi di armi destinate all’Ucraina
Esteri / Elezioni in trincea: Israele valuta seggi elettorali per i soldati a Gaza, in Libano e in Siria
Esteri / Patto Iran-Oman per riaprire Hormuz. Usa e Israele preparano nuovi raid. Escalation in Libano e Yemen