L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Il governo di Pedro Sánchez contesta i provvedimenti adottati da Palazzo Chigi dopo la crisi migratoria nell'exclave spagnola di Ceuta, esigendo un immediato passo indietro a tutela dei propri viaggiatori nel pieno delle ferie estive. Ma se la richiesta dovesse cadere nel vuoto, la reazione di Madrid non si farà attendere
Il governo spagnolo del premier Pedro Sánchez ha lanciato oggi un vero e proprio ultimatum all’Italia e all’esecutivo di Giorgia Meloni affinché riapra le frontiere entro 48 ore dopo le misure decise a seguito della crisi migratoria a Ceuta, oppure adotterà “proporzionate misure” ritorsive.
Attraverso una nota diffusa dalla Moncloa, citata dall’agenzia di stampa spagnola Efe, l’esecutivo del premier Sánchez ha intimato a Roma di rimuovere i controlli alle frontiere imposti ai viaggiatori provenienti dalla Penisola iberica non oltre domenica 9 agosto. In caso contrario, Madrid ha chiarito che si vedrà costretta a far scattare inevitabili misure di ritorsione per tutelare i propri connazionali. Continua così lo scontro scoppiato lo scorso 1° agosto, quando il governo guidato da Giorgia Meloni ha optato per un giro di vite ai varchi d’ingresso nello spazio Schengen, oggetto anche di una riunione straordinaria tenuta il 4 agosto dal Consiglio dei ministri gli Interni dell’Unione europea, che aveva finito per lodare la Spagna, pur mostrando “comprensione” per l’Italia.
L’ultimatum
La drastica mossa di Palazzo Chigi non si era limitata ai soli controlli fisici. Dopo l’ingresso di oltre 70mila migranti nella città autonoma spagnola, situata in Nord Africa e già esclusa dallo spazio di libera circolazione europeo, il governo Meloni si era spinto fino a chiedere formalmente l’esclusione della Spagna dall’area Schengen. A supporto di una simile richiesta, il Governo aveva promosso una lettera, firmata da altre 22 cancellerie europee, in cui puntava il dito contro la gestione dei flussi migratori da parte del governo Sanchez, paventando il pericolo che quei migranti potessero alla fine entrare nell’Ue. Quindi ha iniziato a istituire controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna, in modo da, denuncia il governo spagnolo, “compromettere la mobilità di migliaia di passeggeri e generando incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva”.
Per Madrid, la decisione “senza precedenti” di Giorgia Meloni non è solo “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”, ma è stata anche introdotta “senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni pretestuose che non rispettano né il Codice delle frontiere Schengen né la verità”. Il comunicato dell’esecutivo spagnolo, infatti, smonta la tesi di Palazzo Chigi, spiegando in dettaglio come “nessuno dei migranti” entrati irregolarmente a Ceuta la scorsa settimana “né ha potuto né può entrare liberamente nello spazio Schengen”. Questa impossibilità, sia logistica che legale, è dovuta al particolarissimo regime di cui gode la città autonoma rispetto al resto dello spazio europeo di libera circolazione.
A rafforzare questa ferma posizione c’è poi un dato di fatto inoppugnabile che la Moncloa ci tiene a rimarcare, ovvero che “la quasi totalità” di queste persone ha già fatto ritorno in Marocco. Dunque, l’intervento di Giorgia Meloni viene letto in Spagna come una gravissima forzatura, ribadendo inoltre che l’Italia è lo Stato membro dell’Ue “che ha registrato il maggior numero di ingressi irregolari negli ultimi anni, con cifre doppie rispetto a quelle della Spagna”, e che non rispetta le normative europee in materia di asilo, generando così “un ulteriore onere sugli altri Stati membri”. La Moncloa ha poi voluto ricordare come la Spagna non abbia mai imposto controlli ai viaggiatori provenienti dall’Italia e ha sempre dimostrato solidarietà, accogliendo i migranti persino durante la crisi di Lampedusa e trasferendo nei suoi porti le persone soccorse in mare nel Mediterraneo.
“Pertanto, esortiamo il governo italiano a porre rimedio a questa situazione, a porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei”, si legge nella nota ufficiale del governo spagnolo. “Se non lo farà entro domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini”.