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Covid, via libera dell’Ema a Novavax: è il quinto vaccino approvato in Europa

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Covid, via libera dell’Ema a Novavax: è il quinto vaccino approvato in Europa

Via libera dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, al vaccino anti-Covid prodotto da Novavax, che diventa, così, il quinto vaccino contro il Coronavirus autorizzato in Europa.

La decisione, già nell’aria da qualche giorno, è stata presa nella tarda mattinata di lunedì 20 dicembre dal Comitato tecnico per i medicinali a uso umano dell’Ema dopo una riunione straordinaria.

Il vaccino, il cui nome è Nuvaxovid, è prodotto dalla società statunitense Novavax e nel trial clinico di fase 3 ha mostrato un’efficacia pari ai vaccini a mRna (Pfizer e Moderna).

Uno studio effettuato nel Regno Unito, infatti, hanno mostrato un’efficacia del 96,4% contro il ceppo originario del virus, dell’86,3% contro la variante Alfa e dell’89,7% in generale.

Altri studi, realizzati negli Usa e in Messico, invece, hanno dato come risultati il 100% di protezione contro la malattia moderata e grave e il 90,4% di efficacia totale.

Resta da capire, tuttavia, qual è l’efficacia del vaccino contro la variante Omicron: ulteriori studi sono stati avviati proprio in questi giorni dall’azienda, che nel frattempo ha anche annunciato la realizzazione di un vaccino specifico contro Omicron, che potrebbe arrivare già a gennaio.

Il vaccino, che si conserva a temperature di frigorifero, viene somministrato in due dosi uguali a distanza di 21 giorni e si basa sulla tecnologia delle “proteine ricombinanti”. Si tratta, dunque, di un vaccino più “tradizionale” rispetto a quelli a mRna, che potrebbe convincere anche coloro che hanno deciso di non vaccinarsi con Pfizer o Moderna.

Gli effetti indesiderati osservati nel corso degli studi clinici sono lievi o moderati e sono scomparsi nel giro di un paio di giorni. Si tratta perlopiù di dolore al sito di iniezione, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa, sensazione generale di malessere, dolori articolari e nausea o vomito.

Indicato dai 18 anni in su, l’Unione Europea ha stilato un accordo con l’azienda per 200 milioni di dosi che possono essere donate alle nazioni più povere.

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