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In Germania è iniziata ufficialmente la quarta ondata di Covid

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Credit: dpa/Ansa

In Germania “è iniziata la quarta ondata” della pandemia di Covid-19. L’annuncio ufficiale è arrivato oggi, mercoledì 28 luglio 2021, da Lothar Wieler, il presidente dell’Istituto di salute pubblica tedesco, il Robert Koch institut, nel corso di una video-conferenza tenuta con il ministro per l’Ufficio della Cancelleria, Helge Braun, e i responsabili delle Cancellerie dei 16 Länder tedeschi.

La notizia è sostenuta dai dati sul contagio in netto peggioramento a causa della diffusione della variante Delta del nuovo Coronavirus, a cui risulta ormai riconducibile oltre l’80 per cento di tutte le nuove infezioni segnalate in Germania. Preoccupante, secondo gli esperti, anche la quota di ospedalizzazioni, di nuovo in salita.

Intanto la campagna vaccinale sembra non essere ancora del tutto decollata, mentre il tema dei vaccini e quello delle possibili restrizioni a chi sceglie di rinunciare ai sieri anti-Covid si impongono al centro della campagna elettorale in vista delle elezioni federali di settembre.

I dati sul contagio e i vaccini in Germania

Nelle ultime 24 ore il Robert Koch Institute ha registrato 2.768 nuovi casi di Covid-19 in tutta la Germania, dove l’incidenza settimanale è tornata a salire fino a 15 infetti ogni 100mila abitanti rispetto ai minimi di 4,9 segnati all’inizio di luglio.

“L’incidenza è ancora il fattore più indicativo sulla dinamica dei contagi”, ha spiegato il presidente dell’Istituto di salute pubblica tedesco, secondo cui la crescita di questo dato prosegue da circa tre settimane, così come l’aumento dei ricoveri. “Un elevato numero di vaccinati con una sola dose non è sufficiente a tenere sotto controllo la quarta ondata”.

La campagna di vaccinazione tedesca procede infatti ancora a rilento, nonostante il 50,2 per cento della popolazione, circa 41,8 milioni di persone, abbia già completato il ciclo vaccinale e il 61,1 per cento, quasi 50,85 milioni di cittadini, abbia ricevuto la prima dose. Un dato ben al di sotto dell’85 per cento di vaccinati completi ritenuto necessario dal Robert Koch Institute per frenare il contagio. Per fare un confronto, in Italia siamo già al 57,4 per cento di vaccinati completi e oltre il 65 per cento con una sola dose.

L’unica via sembra allora quella di convincere gli scettici a vaccinarsi, in una campagna che va ad aggiungersi alla contesa elettorale in corso in Germania. Con il numero dei casi in aumento, il dibattito su come convincere più persone a optare per i vaccini è infatti destinato a rappresentare un tema fondamentale nelle elezioni nazionali previste il 26 settembre e che vedranno l’addio alla Cancelleria di Angela Merkel.

Il tema vaccini al centro delle elezioni

A differenza di altri Paesi europei come, Italia, Francia e Grecia, la Germania ha finora escluso l’introduzione dell’obbligo vaccinale per alcune categorie della popolazione, come gli operatori sanitari, ma Berlino sta valutando nuove misure e disincentivi per chi deciderà di non vaccinarsi.

Per il quotidiano Süddeutsche Zeitung, i politici dovrebbero avere il “coraggio di dire che la vaccinazione obbligatoria potrebbe essere l’ultima risorsa nella lotta al Covid”. Eppure, anche tra i candidati e gli opinionisti che si oppongono all’obbligo vaccinale sempre di più si schierano a favore di un trattamento diverso per chi sceglie di rinunciare al siero anti-Covid.

La ministra della Giustizia Christine Lambrecht ad esempio ha suggerito che i non vaccinati dovrebbero essere costretti a pagare i tamponi, un’idea sostenuta anche dall’influente ministro-presidente della Baviera, Markus Söder. Non solo: il Consiglio etico tedesco, organo consultivo del governo sulla strategia di vaccinazione, ha raccomandato a Berlino di prendere in considerazione l’introduzione dell’obbligo vaccinale per determinate professioni in specifiche circostanze, ossia in caso di rallentamenti nella campagna di somministrazione.

“Tuttavia, direi che al momento queste circostanze non si sono affatto verificate”, ha ammesso all’emittente Ard la presidente del Consiglio etico tedesco, Alena Buyx , osservando come in Germania i tassi di vaccinazione tra gli operatori sanitari e gli insegnanti tedeschi sono ancora molto elevati. Tuttavia, in un’intervista al quotidiano Die Welt, Jens Michow, presidente esecutivo dell’Associazione federale tedesca dell’industria dei concerti e degli eventi (BDKV), ha dichiarato che i vaccini obbligatori per i clienti e il personale impiegato nel settore sono “l’unico modo” per salvare quest’industria dalla rovina.

Sul tema è intervenuta persino la cancelliera Angela Merkel, che la scorsa settimana ha invitato i cittadini a farsi vaccinare per frenare quella che ha definito una “dinamica chiara e preoccupante” nei tassi di contagio.”Ogni vaccinazione è un piccolo passo verso il ritorno alla normalità”, ha rimarcato Merkel.

Il suo capo-staff, il ministro per l’Ufficio della Cancelleria, Helge Braun, è invece arrivato a ipotizzare ulteriori restrizioni per i non vaccinati, anche in caso di tampone negativo al Covid. Se in autunno il numero dei contagi aumenterà di nuovo, ha affermato Braun, “le persone vaccinate avranno sicuramente più libertà rispetto a quelle non vaccinate”.

Le nuove misure in arrivo

Di tutte queste possibili misure però in Germania non si discuterà prima del prossimo mese. Soltanto il 10 agosto infatti la cancelliera Angela Merkel terrà una conferenza con i ministri-presidenti dei vari Länder per decidere i nuovi provvedimenti da adottare per frenare il contagio.

Dal Robert Koch Institute fanno sapere che sarà necessario inasprire le misure per far rispettare il distanziamento sociale e contrastare gli assembramenti, anche attraverso una riduzione della mobilità. Novità anche sul fronte dei viaggi: “Il governo ci ha assicurato che da adesso all’1 agosto farà di tutto per introdurre un obbligo di test anti-Covid per tutti, non solo per chi viaggia in aereo ma anche per chi arriva in auto o con il treno”, ha annunciato in un’intervista televisiva il ministro-presidente della Baviera, Markus Söder.

Se Berlino aveva previsto l’introduzione di questo obbligo per i primi di settembre, secondo il politico bavarese, tale data “costituirebbe uno scherzo”: per allora infatti “le vacanze sarebbero già finite”. Ad oggi l’obbligo di sottoporsi al tampone è previsto solo per chi non è stato vaccinato o è guarito e arriva da una zona considerata a rischio Covid.

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