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Home » Esteri

Cosa significa davvero Keep Calm and Carry On

Immagine di copertina

Nell’era dei meme la frase è stata usata un innumerevole numero di volte, ma le sue origini risalgono alla seconda guerra mondiale e allo spirito patriottico britannico

Chiunque abbia frequentato un qualsiasi social network negli ultimi anni ha avuto occasione di vederla, nella sua forma originale o più probabilmente in una versione modificata artigianalmente: si parla della scritta “Keep Calm and Carry On”, solitamente accompagnata dallo stemma di una corona.

La frase, a livello letterale, può essere tradotta come “Mantenete la calma e andate avanti”, e nell’era dei meme è stata usata un innumerevole numero di volte, spesso declinata con una frase a proprio piacimento dopo “Keep Calm and”.

Questi alcuni esempi della moda in questione:

Ma com’è nata davvero la frase, e a cosa si riferiva inizialmente? La prima sorpresa è quella relativa al suo autore e alla data della sua creazione: non si tratta infatti di un umorista adolescente che ha diffuso la frase su Reddit negli anni Duemila, ma di un anonimo funzionario del ministero dell’Informazione britannico in servizio nel 1939.

Come è noto, nel settembre di quell’anno era scoppiata la Seconda guerra mondiale, e il ministero in questione era stato incaricato dal governo di occuparsi della propaganda a favore del paese e delle forze armate, tra le cui mansioni c’era la creazione di alcuni manifesti di incoraggiamento al popolo britannico.

Due di questi recitavano “Your Courage, Your Cheerfulness, Your Resolution will Bring Us Victory” (“Il vostro coraggio, il vostro buonumore, la vostra risolutezza ci porteranno alla vittoria”) e “Freedom is in Peril” (“La libertà è in pericolo. Difendila con tutta la tua forza”), e insieme alla corona di re Giorgio VI (allora regnante) furono affissi sui trasporti pubblici, nelle vetrine e sui muri del Regno Unito.

C’era però un terzo manifesto: “Keep Calm and Carry On”. 

L’idea era però di diffonderlo solo nel caso la Germania avesse invaso il paese, e visto che la guerra non vide verificarsi quest’evento, i manifesti già stampati – circa 2,5 milioni – furono per la maggior parte distrutti a conflitto terminato, mentre pochissimi altri rimasero tra gli Archivi Nazionali.

Solo quasi sessant’anni dopo, nel 2000, un libraio ne trovò uno in mezzo a uno stock di vecchi libri comprati ad un’asta, e lo espose nella sua libreria di libri usati, la Barter Books di Alnwick, Northumberland. 

Ci volle poco perché i suoi clienti notassero quel manifesto così semplice, patriottico e allo stesso tempo universale, e questo portò i proprietari del negozio, Stuart e Mary Manley, a stamparne alcune centinaia di copie da mettere in vendita, andate rapidamente esaurite.

Con il passaparola, e poi grazie alla rete, il manifesto cominciò a diffondersi sempre di più, usato durante manifestazioni di protesta contro la crisi economica o stampato sulle mug, le tipiche tazze anglosassoni, e nel giro di pochi anni è diventato uno dei simboli britannici per eccellenza, paragonabile ai bus a due piani e ai Beatles.

Come dimostra questo grafico, negli anni successivi al 2010 la sua popolarità crebbe moltissimo:

Ancora oggi nessuno è riuscito a rintracciare il nome del misterioso autore che lo realizzò, e questo forse aggiunge ancora più fascino a un’immagine che è ormai intessuta nella storia collettiva del Regno Unito.

Attraverso il font elegante e semplice, lo stemma reale, lo sfondo rosso e il suo messaggio di stoicismo e resilienza, “Keep Calm and Carry On” è giustamente una delle immagini che più di frequente vengono utilizzate in momenti tragici per la nazione, e che nella sua semplicità assoluta riescono ad unire un popolo attorno ai suoi valori.

Questo un breve video realizzato dalla Barter Book, che per prima riscoprì il manifesto, per raccontarne la storia:

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