Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:48
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Heinsberg, la “Codogno tedesca” che non è mai stata dichiarata zona rossa

Immagine di copertina

Si tratta del principale focolaio registrato in Germania con 1600 casi e 51 morti

Heinsberg, la “Codogno tedesca” che non è mai stata dichiarata zona rossa

Di errori riguardo alla gestione di Heinsberg ne sono stati fatti parecchi. Il distretto, che racchiude una decina di piccoli comuni nella parte più occidentale del Nordreno-Westfalia e conta circa 250mila abitanti, è il principale focolaio di Coronavirus in Germania. Una sorta di “Codogno” tedesca che ad oggi conta 1.600 casi – oltre l’1% del totale del Paese – e 51 morti.

 

 

Markus Memmeler, consigliere regionale del Nordreno-Westfalia, racconta come sono andate le cose in un’intervista a Repubblica: “È stato indubbiamente un errore che la città non sia stata chiusa. Per troppo tempo i cittadini sono potuti entrare e uscire dal comune, nonostante le conseguenze di una festa di carnevale relativamente piccola fossero stranoti”.

Carnevale, sì. Perché proprio una festa del genere svolta a metà febbraio nel paesino di Gangelt ha fatto esplodere il virus, senza che per settimane le autorità locali e federali abbiano capito la gravità del contagio. È nata cosi la ‘Codogno tedesca’, con la grande differenza che però Heinsberg non è mai stata dichiarata ‘zona rossa’.

Il 28 febbraio si registrano già 37 casi nel distretto, ma il gabinetto di crisi locale decide la quarantena volontaria per i circa 300 partecipanti alla festa e per i malati conclamati, ma “non per gli eventuali conviventi”. Passano altre tre settimane prima che a Heinsberg venga deciso di chiudere quasi tutti i negozi e limitare l’apertura dei ristoranti entro le 15, ma nel frattempo il contagio ha superato di gran lunga gli 800 casi, diventando il più importante focolaio tedesco.

Una situazione sottovalutata, quindi, per lungo tempo. A dimostrarlo vari episodi come la partita di Bundesliga tra Borussia Dortmund e Moenchengladbach,  disputata a inizio marzo in uno stadio pienissimo, quello di Moenchengladbach, che si trova ad una decina di chilometri da Heinsberg. Per il sindaco del distretto Stephan Pusch (Cdu) la responsabilità del contagio è anche della regione e del governo, che avrebbero agito in ritardo o affatto. “All’inizio avevamo la sensazione che il distretto di Heinsberg fosse un nuotatore in preda a un crampo che grida ‘aiuto’ e al quale il bagnino, il Land Nordreno-Westfalia, grida ‘avresti potuto portarti la cuffia” e gli tira un manuale per imparare a nuotare”, racconta a Repubblica. Ma per molti scienziati anche le autorità locali hanno avuto importanti responsabilità nella diffusione del contagio.

Eppure Pusch rimanda le accuse al mittente e punta il dito anzitutto contro il suo governatore, Armin Laschet (Cdu), i cui consiglieri gli avrebbero impedito di imporre restrizioni già a fine febbraio per non diffondere il panico. Dal sindaco del distretto accuse anche al governo: “Ho segnalato molto presto che avremmo avuto bisogno di materiale sanitario: il giorno dopo ci è arrivato dal governo soltanto un consiglio su dove ordinarlo”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Il principe Harry: “Voglio riconciliarmi con la mia famiglia, anche se ci sono persone che non vogliono”
Esteri / Libia: il Parlamento di Bengasi approva l’accordo marittimo con la Turchia. Cosa cambia per l’Italia?
Esteri / L'Iran respinge negoziati con Usa mediati da Qatar e Pakistan e Israele pianifica nuovi raid
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il principe Harry: “Voglio riconciliarmi con la mia famiglia, anche se ci sono persone che non vogliono”
Esteri / Libia: il Parlamento di Bengasi approva l’accordo marittimo con la Turchia. Cosa cambia per l’Italia?
Esteri / L'Iran respinge negoziati con Usa mediati da Qatar e Pakistan e Israele pianifica nuovi raid
Esteri / L’Iran abbatte un drone Usa e due petroliere saltano sulle mine a Hormuz. Ma continua la mediazione di Qatar e Pakistan
Esteri / AfD cambia rotta sull’Europa: ecco il piano per riscrivere dall’interno le regole dell’Ue e dell’euro
Esteri / Il presidente degli Usa Donald Trump minaccia: “Se l’Europa soccombe ai migranti, ci ritireremo”
Esteri / Bolsonaro attacca Lula: "Perché il 75% dei carcerati vota per te?". La replica: "Voglio anche il voto di tuo padre"
Esteri / La NIAF celebra 51 anni di eccellenza italoamericana
Cronaca / A Washington la quarta edizione degli Italpress Awards: premiati Attilio Fontana, Giorgio Marrapodi, Marco Peronaci, Gianni Riotta, Tommaso Tanzilli
Esteri / Elezioni in Israele, l’ambasciatore Peled vota a Roma: “Sarei molto sorpreso da una vittoria schiacciante di uno dei due schieramenti”