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Coronavirus nei cani e nei gatti: i sintomi, come riconoscerlo e la cura

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 30 Gen. 2020 alle 13:02 Aggiornato il 30 Gen. 2020 alle 15:35
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Immagine di copertina

Coronavirus nei cani e nei gatti: i sintomi, come riconoscerlo e la cura

Da quando si è scoperto che il Coronavirus cinese è stato trasmesso all’uomo dagli animali (non è ancora chiaro se dai serpenti o dai pipistrelli), sono in tanti a chiedersi se anche cani e gatti possono contrarre e quindi trasmettere l’infezione.

In termini generali, gli animali domestici non sono immuni alle infezioni da Coronavirus. Tuttavia, non si può dire che sia automatico che i nostri amici cani e gatti possano contrarre proprio il virus che sta spaventando il mondo intero nelle ultime settimane (che si chiama Coronavirus nCoV 2019) e che di conseguenza possano trasmetterlo agli esseri umani.

I Coronavirus animali, in termini generici, possono raramente infettare le persone e diffondersi. Storicamente sono esistite poche eccezioni: la Sars, trasmessa dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo; l’influenza A H1N1 trasmessa dagli uccelli ai suini e poi all’uomo; la Mers, altro coronavirus trasmesso dai pipistrelli ai cammelli e poi all’uomo.

Diamo ora un’occhiata ai vari tipi di Coronavirus che possono infettare anche cani e gatti.

Il Coronavirus nei cani

Il Coronavirus canino è una malattia gastrointestinale acuta e altamente contagiosa. I sintomi principali sono diarrea, febbre alta, vomito, disidratazione e perdita di peso. L’infezione può essere trasmessa tramite l’ingestione di materiale contaminato da feci. Quindi anche semplicemente con il contatto del proprio cane con il suolo.

La diagnosi, vista la genericità dei sintomi, è molto difficile. Per quanto riguarda invece la cura, questa varia in base alla gravità dei sintomi. Il Coronavirus dei cani può essere infatti curato con antibiotici e soprattutto riposo. Fondamentale è anche giocare d’anticipo con le vaccinazioni. Una volta contratto il Coronavirus, il cane ne diventa immune.

Il Coronavirus nei gatti

Per quanto riguarda il Coronavirus felino, ne esistono di due tipi: la forma endemica non virulenta, che si chiama “Coronavirus enterico felino” (FECV) e colpisce il tratto digestivo, e la peritonite infettiva felina (FIPV), che è una forma più grave e potenzialmente fatale.

Il Coronavirus felino è molto comune nei gatti, spesso non presenta sintomi particolari se non una gastroenterite lieve e cronica. Il contagio può avvenire per via oro-fecale, dunque anche semplicemente tramite la lettiera. Secondo le stime, circa il 25-40 per cento dei gatti domestici ne è infetto.

La forma FECV di Coronavirus dei gatti non è pericolosa, mentre quando il virus (che ha un’altissima capacità di mutazione) diventa FIPV la situazione può essere più preoccupante, anche perché può colpire diversi organi.

Per quanto riguarda le eventuali cure, è bene dire che il Coronavirus felino è incurabile, ma allo stesso tempo è gestibile con un trattamento a base di antinfiammatori e stimolanti dell’appetito. Il consiglio maggiore è di cercare di prevenire l’infezione utilizzando lettiere diverse se si hanno più gatti e fare le consuete vaccinazioni.

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