Coronavirus, l’annuncio dell’azienda farmaceutica AstraZeneca: “400 milioni di dosi del vaccino di Oxford pronte a settembre”

L'obiettivo della multinazionale è quello di arrivare a un miliardo di dosi entro il 2021

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 21 Mag. 2020 alle 12:40
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Coronavirus, l’annuncio della multinazionale farmaceutica: “A settembre 400 milioni di dosi del vaccino di Oxford”

Adesso è ufficiale: 400 milioni di dosi del potenziale vaccino anti-Coronavirus, attualmente in fase sperimentale a Oxford, saranno pronte a partire da settembre. Lo ha annunciato in una nota la AstraZeneca, società biofarmaceutica britannica, che ha concluso i primi accordi per la produzione del vaccino anti-Covid-19 con il laboratorio di Oxford “per almeno 400 milioni di dosi e finora ha garantito una capacità produttiva totale pari a 1 miliardo di dosi. Le prime consegne avverranno a settembre 2020”. La multinazionale, inoltre, ha precisato che sta “collaborando con un certo numero di Paesi e organizzazioni per rendere il vaccino dell’università di Oxford ampiamente accessibile in tutto il mondo, in modo equo”. Il governo britannico, infatti, ha già ottenuto una prelazione di 30 milioni di dosi una volta che il vaccino entrerà in produzione.

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Obiettivo della AstraZeneca, inoltre, è quello “concludere ulteriori accordi supportati da diverse catene di fornitura parallele, che espanderanno ulteriormente la capacità produttiva nei prossimi mesi, in modo da garantire la fornitura di un vaccino a livello globale”. L’azienda ha anche annunciato di aver “ricevuto oggi oltre 1 miliardo di dollari dalla Us Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda) per lo sviluppo, la produzione e la fornitura del vaccino, a partire dall’autunno. Il programma di sviluppo include uno studio clinico di fase III con 30.000 partecipanti e uno studio pediatrico”.

Al momento il potenziale vaccino dell’Università di Oxford, a cui collabora anche la società Irbm di Pomezia, sta testando la sicurezza, l’immunogenicità e l’efficacia dell’antidoto su oltre 1000 volontari sani, la cui età varia dai 18 ai 55 anni. Se i risultati saranno positivi, i test verranno effettuati anche in altri Paesi. Astrazeneca è perfettamente conscia del fatto che il vaccino “potrebbe anche non funzionare” dal momento che è ancora in una fase sperimentale, ma sottolinea di essere comunque “impegnata a portare avanti il programma e la sperimentazione clinica con velocità, e ad aumentare la produzione ‘a rischio'”.

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