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La Corea del Nord ha condotto un nuovo test missilistico

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L'accusa è arrivata dai funzionari della Corea del Sud. Il missile balistico ha compiuto una traiettoria di 500 chilometri verso il Giappone ed è caduto in acqua

La Corea del Nord ha condotto un’altro test missilistico nella giornata di domenica 21 maggio. L’accusa è stata lanciata dalla Corea del Sud. La Casa Bianca ha dichiarato che il missile a medio raggio ha una portata minore rispetto a quelli impiegati negli ultimi tre test compiuti dal governo nordcoreano di recente. 

L’ultimo risale a una settimana fa: il regime di Pyongyang in quel frangente ha testato quello che ha definito un nuovo tipo di razzo, capace di trasportare una grande testata nucleare. Lunedì scorso, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto al governo nordcoreano di non condurre ulteriori test.

L’ultimo missile balistico lanciato dai nordcoreani ha volato circa 500 chilometri verso il mare del Giappone, ha riferito l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Il lancio è avvenuto nel pomeriggio di domenica 21 maggio (ora locale), ha precisato un comunicato dello Stato maggiore di Seul, da una località nei pressi di Pukchang, nelle vicinanze di una base aerea. Il ministero non ha fornito ulteriori dettagli.

Il lancio arriva una settimana dopo che Pyongyang ha testato con successo un nuovo missile a medio raggio che, secondo gli esperti, potrebbe essere in grado di raggiungere l’Alaska o le Hawaii.

Le agenzie di stampa giapponesi hanno riferito che il missile balistico è caduto probabilmente in mare, fuori dalle acque giapponesi. Il segretario del Gabinetto del Giappone, Yoshihide Suga, ha riferito in conferenza stampa che il governo giapponese ha protestato contro l’azione della Corea del Nord. 

Questo è il decimo lancio di missili compiuto dal governo di Pyongyang nel corso del 2017. In tutto ciò, si frappongono i rapporti sempre più tesi con gli Stati Uniti e le continue minacce fra i due paesi. 

Donald Trump ha chiaramente deciso di cambiare approccio da parte degli Stati Uniti verso la Corea del Nord. Washington nelle scorse amministrazioni si è sempre limitata ad azioni quali sanzioni o dichiarazioni pubbliche, oltre a mantenere fin dalla guerra di Corea conclusasi nel 1953 un importante contingente militare presente in Corea del Sud che ha contribuito a funzionare come deterrente per un conflitto nella penisola.

Una strategia sostanzialmente più attendista che altro, prima in parte dettata dal fatto che la Corea del Nord era apertamente difesa dalla Cina, paese che col tempo, di fronte ai nuovi test nucleari di Pyongyang si è mostrata maggiormente insofferente verso il proprio vicino. Un fatto che ha portato gli Stati Uniti ad una forma di attendismo diversa, forse nella speranza che le pressioni cinesi facessero cambiare atteggiamento ai nordcoreani.

Tuttavia, visto che la Corea del Nord non ha cessato i propri test nucleari, Trump ha voluto cambiare la strada da seguire nei rapporti con Pyongyang. La Corea del Nord è uno stato che ha fatto dell’alone di mistero che la avvolge una delle sue forze. Questo paese dispone sulla carta della più numerosa forza militare del paese, pari a oltre sette milioni di persone tra militari attivi, riservisti e forze paramilitari. Oltre a questo, dispone di armi nucleari, sulla carta capaci di percorrere migliaia di chilometri.

Se sulla potenza numerica dell’esercito i media occidentali non hanno mai messo in dubbio alcunché, diversa è la questione relativa all’atomica nordcoreana. I media occidentali hanno dichiarato che molti dei test balistici dei missili non sarebbero andati a buon fine e che in realtà Pyongyang non sarebbe in grado di lanciare per un raggio particolarmente lungo queste armi.

— LEGGI ANCHE: Cosa sta succedendo tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti

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