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Per la Corea del Nord, “una guerra nucleare può scoppiare in qualsiasi momento”

A riferirlo è stato il vice ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti invece non escludono colloqui di pace diretti tra i due paesi

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 17 Ott. 2017 alle 08:45 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:14
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Immagine di copertina
Credit: Afp

Il vice ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Unite, Kim In Ryong, ha avvertito che la situazione sulla penisola coreana “ha raggiunto il punto critico e una guerra nucleare può esplodere ogni momento”. Intanto gli Stati Uniti non escludono colloqui di pace diretti con Pyongyang.

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Il diplomatico nordcoreano Kim In-ryong ha dichiarato al comitato di disarmo dell’Assemblea Generale dell’ONU che la Corea del Nord è l’unico paese del mondo che è stato sottoposto a “una minaccia nucleare così estrema e diretta” dagli Stati Uniti fin dagli anni Settanta e ha detto che il paese ha il diritto possedere armi nucleari per la propria autodifesa.

Kim In-ryong ha indicato le esercitazioni militari annuali tenute tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud come una chiara minaccia diretta contro Pyongyang. Secondo il diplomatico, l’uso di “mezzi nucleari” in queste operazioni nasconde un piano da parte degli Stati Uniti “volto alla rimozione della nostra leadership suprema”.

Il diplomatico ha dichiarato che, nel 2017, la Corea del Nord ha completato la sua “capacità nucleare”. “Possediamo bombe atomiche, la bombe a idrogeno e missili balistici intercontinentali”, ha detto Kim In-ryong.

“L’intera terraferma degli Stati Uniti è all’interno del nostro raggio di azione e se Washington intende invadere il nostro sacro territorio, neanche un centimetro sfuggirà alla nostra severa punizione, in qualsiasi parte del globo”, ha aggiunto il diplomatico, ammonendo tutti gli stati delle Nazioni Unite a non partecipare ad azioni militari dirette contro Pyongyang al fianco degli Stati Uniti, soltanto così saranno “al sicuro dalla rappresaglia” nordcoreana.

Nel frattempo, dall’ufficio del segretario di Stato a Washington filtrano dichiarazioni volte alla distensione della situazione nella penisola coreana. Mentre è in corso un’esercitazione congiunta tra la marina statunitense e quella della Corea del Sud, il vice segretario di stato degli Stati Uniti John J. Sullivan ha detto che Washington non esclude colloqui di pace diretti con Pyongyang.

“Non escludiamo la possibilità di colloqui diretti con la Corea del Nord”, ha detto Sullivan durante una visita a Tokyo, in Giappone.

“Il nostro obiettivo è risolvere la questione per via diplomatica”, ha aggiunto Sullivan. “Tuttavia, insieme con i nostri alleati Giappone e Corea del Sud, dobbiamo essere preparati per alla eventualità peggiore, se la diplomazia fallisse”.

Domenica 15 ottobre, il segretario di Stato Rex Tillerson aveva detto che il presidente Donald Trump lo aveva invitato a continuare gli sforzi diplomatici per calmare le tensioni con la Corea del Nord. “Questi tentativi diplomatici andranno avanti finché la prima bomba non sarà sganciata”, ha detto Tillerson.

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