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Cina: torna l’incubo Coronavirus. Focolaio a Pechino, chiuse scuole e cancellati la maggior parte dei voli. E il salmone norvegese finisce sotto accusa

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 17 Giu. 2020 alle 12:55
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Focolaio a Pechino, in Cina torna l’incubo Coronavirus: colpa del salmone?

In Cina torna l’incubo Coronavirus dopo che a Pechino è scoppiato un nuovo focolaio che finora ha provocato oltre 100 contagiati. Per arginare il virus, partito dal mercato di Xinfadi, le autorità hanno isolato 22 aree residenziali della città, tutte nelle vicinanze del mercato, chiuse tutte le scuole, dalle elementari alle superiori, e cancellato la maggior parte dei voli in entrata e uscita dalla Capitale. E a finire sul banco degli imputanti questa volta è il salmone. Il motivo? Tracce di virus sono state trovate su un banco del mercato di Xinfadi, dove è partito il nuovo contagio, in cui si tagliava del salmone norvegese affumicato. In realtà parti del patogeno sono stati trovate un po’ ovunque, ma i media cinesi si sono ormai concentrati sul salmone importato.

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Non solo, c’è addirittura chi sostiene che anche a Wuhan, la città dove l’epidemia ha avuto inizio, la “colpa” sia da attribuire al salmone e non, come finora sostenuto, ai pipistrelli o ospiti intermedi come il pangolino. L’ipotesi, tuttavia, è priva di ogni fondamento. È praticamente impossibile, infatti, che il pesce sia un vettore del virus in grado di trasmetterlo all’uomo. Ancora più improbabile è la possibilità che il virus, nel caso abbia realmente contaminato il cibo, sopravviva a un viaggio di diverse ore e si sprigioni una volta scongelato il salmone.

Oltretutto le tracce del virus sono state trovate sul banco e non sul pesce: più probabile, dunque, che qualcuno ci abbia tossito sopra. Nonostante questo, però, le autorità hanno deciso di sospendere le importazioni di salmone dall’estero. Quella della Cina, più che altro, sembra una strategia comunicativa per dire ai cittadini che se il virus continua a circolare la colpa non è della Cina, che ha vinto la sua battaglia contro il Covid-19, ma dei Paesi stranieri, che ancora non sono riusciti a sconfiggere l’epidemia di Coronavirus.

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