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“Vietati gli attori effeminati. Stabilire corretti standard di bellezza”: la Cina impone nuove regole in tv

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Basta con gli show scandalistici in tv, stop ai programmi dai contenuti distorti e al bando gli attori “volgari”: sono alcune delle regole contenute nel documento in otto punti che l’Amministrazione nazionale per la radio e la televisione, in Cina, ha imposto all’industria dell’intrattenimento. Dopo aver vietato l’utilizzo dei videogiochi oltre le tre ore settimanali ai minori di 18 anni, il Partito comunista ha allungato la sua mano anche sul piccolo schermo, imponendo una censura che da tempo non interessava anche il mondo dello spettacolo.

E questa settimana Pechino ha già ordinato l’interruzione di alcuni talent show. Il format televisivo del televoto e delle classifiche dei cantanti e degli attori c, secondo il Partito, porterebbe infatti i giovani a idolatrare modelli sbagliati, espressione di quella cultura pop – importata dalla Corea del sud – ritenuta “tossica”, effeminata e malsana. Ci vuole per questo più enfasi nei programmi per la “cultura cinese tradizionale, la cultura rivoluzionaria e socialista” e bisogna stabilire un “corretto standard di bellezza”.

Vietata allora l’ostentazione di quei personaggi “volgari”, “immorali” e dalle “posizioni politiche errate” diventati famosi sul web e l’apparizione dei “niang pao”, quei giovani “stile effeminato”,  dalla pelle bianca come la porcellana e gli occhi di perla, che non sarebbero abbastanza mascolini.

L’ingaggio delle star dovrà poi essere ridotto per scongiurare clausole farlocche nei contratti ed evasione fiscale, scelta maturata dopo che l’attrice Zheng Shuang, messa nella lista nera all’inizio di quest’anno per un caso di maternità surrogata, è stata accusata di aver nascosto al fisco l’equivalente di quasi 40 milioni di euro.

Intanto, una settimana fa tutte le pellicole che avevano per protagonista la celebre attrice e cantante Zhao Wei sono sparite dai siti di streaming online, e così i suoi profili social. Lei e il marito si sarebbero intascati varie tasse non dichiarate e questo non è piaciuto a Pechino, che nel 2018 aveva ordinato la censura di tutti gli attori ritenuti “con una moralità non nobile”, oppure “senza gusto, volgari e osceni”.

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