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Catturato in Libia Abu Nassim, capo dell’Isis e reclutatore di jihadisti in Italia

L'uomo è considerato il terrorista più ricercato dalle autorità tunisine. Fermato anche un tunisino imbarcatosi con i profughi per raggiungere le coste italiane

Di TPI
Pubblicato il 18 Ago. 2016 alle 12:35 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:56
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Immagine di copertina

É stato arrestato in Libia il tunisino Moez Al-Fezzani, conosciuto anche come Abu Nassim e considerato uno dei capi dell’Isis in Libia e ritenuto dai servizi segreti italiani un reclutatore di jihadisti nel nostro paese. La notizia è stata data giovedì 18 agosto dal giornale on line Libya Herald.

Abu Nassim, in fuga da Sirti, riconquistata quasi completamente dalle truppe fedeli al governo di unità libico, è stato catturato insieme ad altri venti miliziani dell’Isis in una località situata tra la città di Rigdaleen e quella di Al-Jmail, nell’ovest del paese. 

Abu Nassim stava cercando di rientrare in Tunisia insieme ai suoi uomini, ma durante un controllo dei miliziani di Zintani, alleati del generale Khalifa Hafter, il generale che guida il governo di Tobruk lo hanno fermato e solo dopo l’arresto sarebbe stata scoperta la sua identità e trasferito in una prigione a Marj per ulteriori indagini.

Abu Nassim è considerato il terrorista più ricercato dalle autorità tunisine, secondo le quali sarebbe il responsabile dell’attacco dei miliziani dell’Isis nella città di Ben Guerdane, lo scorso marzo, in cui morirono 58 persone negli scontri a fuoco con l’esercito.

A preoccupare, inoltre, sono i collegamenti con l’Italia: già arrestato dagli 007 Usa, processato a Milano, Moez Al-Fezzani era stato assolto ed espulso. Una volta arrivato in Libia, sarebbe coinvolto, secondo i servizi segreti italiani con il rapimento dei quattro tecnici della Bonatti nel luglio del 2015.

Nato nel 1969, una volta giunto in Nordafrica, Fezzani avrebbe aderito alla milizia islamista salafita Ansar Al Sharia, per poi raggiungere la Libia e prendere il comando del quartier generale dell’Isis a Sabratha.

Dopo il bombardamento Usa dello scorso febbraio sulla città, scrive il Libya Herald, aveva continuato a guidare il suo gruppo prima a Bengasi e poi a Sirte, dove ha guidato la resistenza fino a pochi giorni fa.

L’intelligence tunisina, ieri, ha invece arrestato “un pericoloso ricercato per terrorismo” diretto alla volta dell’Italia che si trovava insieme ad altre cinque persone a largo dell’isola Kerkennah, a 120 chilometri da Lampedusa.

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