Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 21:59
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Catturato in Libia Abu Nassim, capo dell’Isis e reclutatore di jihadisti in Italia

Immagine di copertina

L'uomo è considerato il terrorista più ricercato dalle autorità tunisine. Fermato anche un tunisino imbarcatosi con i profughi per raggiungere le coste italiane

É stato arrestato in Libia il tunisino Moez Al-Fezzani, conosciuto anche come Abu Nassim e considerato uno dei capi dell’Isis in Libia e ritenuto dai servizi segreti italiani un reclutatore di jihadisti nel nostro paese. La notizia è stata data giovedì 18 agosto dal giornale on line Libya Herald.

Abu Nassim, in fuga da Sirti, riconquistata quasi completamente dalle truppe fedeli al governo di unità libico, è stato catturato insieme ad altri venti miliziani dell’Isis in una località situata tra la città di Rigdaleen e quella di Al-Jmail, nell’ovest del paese. 

Abu Nassim stava cercando di rientrare in Tunisia insieme ai suoi uomini, ma durante un controllo dei miliziani di Zintani, alleati del generale Khalifa Hafter, il generale che guida il governo di Tobruk lo hanno fermato e solo dopo l’arresto sarebbe stata scoperta la sua identità e trasferito in una prigione a Marj per ulteriori indagini.

Abu Nassim è considerato il terrorista più ricercato dalle autorità tunisine, secondo le quali sarebbe il responsabile dell’attacco dei miliziani dell’Isis nella città di Ben Guerdane, lo scorso marzo, in cui morirono 58 persone negli scontri a fuoco con l’esercito.

A preoccupare, inoltre, sono i collegamenti con l’Italia: già arrestato dagli 007 Usa, processato a Milano, Moez Al-Fezzani era stato assolto ed espulso. Una volta arrivato in Libia, sarebbe coinvolto, secondo i servizi segreti italiani con il rapimento dei quattro tecnici della Bonatti nel luglio del 2015.

Nato nel 1969, una volta giunto in Nordafrica, Fezzani avrebbe aderito alla milizia islamista salafita Ansar Al Sharia, per poi raggiungere la Libia e prendere il comando del quartier generale dell’Isis a Sabratha.

Dopo il bombardamento Usa dello scorso febbraio sulla città, scrive il Libya Herald, aveva continuato a guidare il suo gruppo prima a Bengasi e poi a Sirte, dove ha guidato la resistenza fino a pochi giorni fa.

L’intelligence tunisina, ieri, ha invece arrestato “un pericoloso ricercato per terrorismo” diretto alla volta dell’Italia che si trovava insieme ad altre cinque persone a largo dell’isola Kerkennah, a 120 chilometri da Lampedusa.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Morto Colin Powell, primo afroamericano a ricoprire il ruolo di segretario di Stato Usa
Esteri / La crisi climatica colpisce Gaza: il territorio palestinese rimarrà senza olio
Esteri / Crisi climatica: negli Stati Uniti il fiume Colorado rischia di scomparire
Ti potrebbe interessare
Esteri / Morto Colin Powell, primo afroamericano a ricoprire il ruolo di segretario di Stato Usa
Esteri / La crisi climatica colpisce Gaza: il territorio palestinese rimarrà senza olio
Esteri / Crisi climatica: negli Stati Uniti il fiume Colorado rischia di scomparire
Esteri / Scotland Yard, il deputato britannico David Amess è stato ucciso “per terrorismo”
Esteri / Polonia, in piazza per dire No all’uscita dall’Ue: il fotoreportage su The Post Internazionale
Esteri / Buckingham Palace e la Torre di Londra potrebbero finire in fondo al mare: lo studio
Esteri / Dall’Austria all’Etiopia: le notizie dal mondo di questa settimana
Esteri / Farnesina, gioco delle coppie all’ambasciata in Russia: parentopoli all’italiana
Esteri / Sei vegano? Nel Regno Unito puoi esimerti dal vaccino anti-Covid: “È come una fede religiosa”
Esteri / La regina Elisabetta come Greta: "I leader parlano di ambiente, ma non fanno niente"