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Il Canada verso la legalizzazione del suicidio medicalmente assistito

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Il disegno di legge sarà valido solo per i cittadini canadesi e non per gli stranieri. Ecco cosa prevede

Il governo canadese guidato dal primo ministro Justin Trudeau ha presentato giovedì 14 aprile un disegno di legge volto a legalizzare il suicidio medicalmente assistito, per tutti coloro che sono affetti da “malattie gravi e incurabili che provocano una condizione duratura di sofferenza sia fisica che psicologica”.

Ma la proposta di legge riguarderà solo i cittadini canadesi che già beneficiano del sistema sanitario nazionale, al fine di regolamentare e prevenire il cosiddetto “turismo della morte” di malati terminali provenienti da altri paesi. 

È soprattutto volto a impedire che i cittadini americani affetti da patologie incurabili possano recarsi nel paese. Negli Stati Uniti il suicidio assistito per i malati terminali è legale nello stato di Washington, in Vermont, in Montana e in Oregon. Di recente anche la California ha approvato una misura che consente la pratica ed entrerà in vigore alla fine del 2016. 

Se il disegno di legge dovesse passare, il Canada si unirà al gruppo di paesi che già legittimano una qualche forma di suicidio assistito, tra cui Belgio, Olanda, Svizzera e Germania. 

Nel febbraio del 2015 la Corte suprema canadese aveva dichiarato incostituzionale la legge che vietava di ricorrere al suicidio medicalmente assistito, la stessa legge che nel 1993 la Corte aveva invece giudicato legittima. 

La decisione è stata presa dall’organo giudiziario canadese all’unanimità dai nove giudici del collegio. La Corte aveva dato un anno di tempo al precedente governo guidato da Stephen Harper per introdurre una nuova legge in materia. 

Ma il partito conservatore allora in carica si era mostrato fortemente contrario. 

Con la nuova presidenza di Justin Trudeau, il supremo organo giudiziario canadese ha deciso di estendere questa scadenza a fine giugno. Nel corso della sua campagna elettorale, il candidato del partito liberale aveva espresso posizioni favorevoli a sostegno della morte medicalmente assistita, in virtù della sua esperienza personale legata agli ultimi giorni di vita del padre, l’ex primo ministro Pierre Elliott Trudeau venuto a mancare nel 2000 a causa di un cancro alla prostata. 

Un tema che il primo ministro non ha scordato di sottolineare, dichiarando la scelta di approntare una nuova normativa “come una questione molto personale per tutti noi, e per le nostre famiglie”, precisando “l’impatto significativo di questa legge sulla vita quotidiana dei canadesi”. 

“La proposta di legge consentirà di ricorrere al suicidio medico assistito solo a pazienti adulti consenzienti e responsabili, affetti da mali incurabili e irreversibili, la cui morte è ragionevolmente prevedibile”, ha precisato il ministro della Giustizia, Jody Wilso-Raybould. 

Pertanto, non potranno ricorrere a questa pratica i malati cronici, i minori e le persone affette da disabilità mentale. “Il disegno di legge ha delle condizioni rigorose e non tutti condividono i suoi contenuti, come gli avvocati che difendono strenuamente il diritto a morire con dignità, ritenendo che molti pazienti dovranno soffrire se questo disegno di legge diverrà effettivamente legge”. 

La legge permetterà agli “adulti responsabili che soffrono di malattie incurabili di scegliere una morte serena, piuttosto che attendere una morte in condizioni disumane”, ha precisato il ministro della Salute, Jane Philpott. 

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