Sei in smart working? Barbados invita le persone a lavorare dai Caraibi per un anno

Perché lavorare chiusi in casa quando si potrebbe lavorare in smart working sotto il sole dei Caraibi? L'idea (geniale!) lanciata dalla premier dell'isola

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 10 Lug. 2020 alle 15:00 Aggiornato il 10 Lug. 2020 alle 15:06
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Credit: Pixabay

Smart working? Barbados invita a lavorare da remoto sull’isola

Perché lavorare rinchiusi tra le mura di casa, magari in città, quando invece si potrebbe lavorare in smart working sotto il sole dei Caraibi? È l’idea – decisamente allettante – lanciata dal primo ministro delle Barbados che ha invitato i lavoratori straniere sull’isola per lavorare “da remoto” con permessi di soggiorno speciali che prevedono un periodo massimo di un anno. Il premier Mia Amor Mottley ha annunciato un “bollino di benvenuto alle Barbados” che potrebbe dare ai lavoratori stranieri l’opportunità di “rilocalizzarsi” nell’isola dei Caraibi e “cambiare il panorama dalla propria finestra”.

“Non avete la stretta necessità di lavorare in Europa, o negli Usa, o in America Latina: potete venire qui e lavorare per un paio di mesi alla volta. Venire e tornare”, ha dichiarato il primo ministro. L’idea è quella di aiutare la ripresa economica di Barbados, afflitta dal blocco del turismo innescato dalla pandemia. Barbados riaprirà i suoi confini ai turisti internazionali il 12 luglio. Per entrare nel Paese è necessario indossare una mascherina e presentare risultato negativo al test del Coronavirus. Per i cittadini britannici, inoltre, non c’è neanche bisogno del visto: Barbados, indipendente dal 1966, fa infatti parte del Commonwealth.

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