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Home » Esteri

Picchia a morte la bambina di 22 mesi della compagna, poi torna a giocare alla Playstation

Immagine di copertina

Orrore a Liskeard, in Cornovaglia. La piccola Eve è stata uccisa da Tom Curd, compagno della madre Abigail. Il trentunenne – già in precedenza – aveva picchiato più volte la bambina di 22 mesi, ma l’ultimo maltrattamento – insieme a una dose di codeina – è stato fatale.

Avvelenata e picchiata fino a spegnersi, la bambina è stata lasciata moribonda per terra, mentre la madre e il compagno continuavano a giocare alla Playstation.

Originario di Watford, Tom Curd è stato riconosciuto colpevole di omicidio così come Abigail, complice perché non ha soccorso la bambina e, anzi, ha permesso al compagno di nuocere alla piccola Eve.

Bimba di 2 anni violentata e uccisa dal fidanzato della madre, il padre ha dovuto staccare la spina

Distrutto da questa tragedia è il padre della piccola, Dean Bird, il quale ha viaggiato per 10 ore da Mansfield a Truro Crown Court ogni giorno del processo, alla ricerca di giustizia.

“Ho il cuore a pezzi, volevo solo strappargli la testa. Ho avuto ogni sorta di emozioni e prima del processo non sapevo tutto del caso e di tutte le ferite che ha riportato mia figlia. Sono sconcertato. L’ho guardato un paio di volte negli occhi e la rabbia è cresciuta. Ora devo riavere il corpo di Eve, così posso farla riposare in pace”, ha dichiarato l’uomo dopo l’ultima udienza.

Purtroppo, la piccola Eve era abituata ai brutali maltrattamenti da parte del compagno della madre. Le immagini riguardo l’omicidio e il luogo dove viveva la bambina sono state portate in tribunale ed è stato dimostrato che la bambina, oltre a essere stata picchiata più volte, era costretta a vivere in condizioni inaccettabili (su un sudicio materasso in un lettino di legno rotto).

Le fratture riportate sul corpicino della bambina sono molte, il che significa che “le sue ossa sono state ri-spezzate durante il processo di guarigione”.

Eve aveva anche il fegato lacerato e il suo corpo non ha retto all’overdose di codeina. Se i soccorsi fossero arrivati in tempo, la bambina forse si sarebbe salvata. Purtroppo, prima che questi arrivassero sul luogo del delitto, la bambina era già morta da tempo e, nel frattempo, la coppia era intenta a “guardare la tv, giocare ai videogiochi, inviare messaggi di testo e chiacchierare con le persone su Facebook”, come se nulla fosse accaduto.

Il verdetto arriverà per entrambi a breve.

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