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Russia, babysitter tortura il figlio di 18 mesi della migliore amica e diffonde le foto delle violenze

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 19 Ott. 2020 alle 10:55
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Immagine di copertina
Gulmira Lukyanova e il piccolo Maksim Pisarev

Russia, torturava il figlio della sua migliore amica

Legava e picchiava il figlio della sua migliore amica mentre gli faceva da babysitter e poi diffondeva le foto che mostravano le ferite delle torture. Gulmira Lukyanova, 25 anni, avrebbe regolarmente torturato Maksim Pisarev, 18 mesi. La vicenda è avvenuta a Koyanbay, nella Russia centro-meridionale. La giovane avrebbe regolarmente torturato il piccolo di un anno e mezzo mentre la madre era al lavoro.

Le immagini scattate da Gulmira Lukyanova mostrano il bambino steso sul pavimento con le mani e le gambe legate e il viso coperto di lividi. Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe dovuto fare da babysitter a Maksim mentre sua madre era al lavoro. Pare che invece la 25enne trattasse il figlio della migliore amica “come un prigioniero”.

Per spiegare i numerosi lividi sul viso e sul corpo del bambino, la donna inventava ogni volta una scusa diversa per la madre del piccolo, la 20enne Yevgeniya Kabelskaya. “Gulmira era la mia migliore amica e mi fidavo di lei“, ha detto Kabelskaya ai media locali. Il calvario di Maksim è durato diversi mesi prima che sua madre iniziasse a insospettirsi.

“Una volta sono tornata dal lavoro e ho visto un livido sulla guancia sinistra di Maksim”, ha detto. “Gulmira ha detto che era caduto. Non le credevo e ho denunciato il fatto alla polizia“, spiega la madre del bambino. Lukyanova, madre di tre figli, incinta del quarto, avrebbe confessato di aver legato Maksim. È accusata di aver torturato un minore. Ora la donna si trova agli arresti domiciliari e rischia fino a sette anni di carcere se condannata.

La baby sitter avrebbe legato il bimbo di modo che “non la disturbasse” lasciandolo senza cibo e acqua per tutto il giorno. Durante un’indagine, la polizia ha ricevuto una soffiata dal fratello di Lukyanova dopo che lei gli aveva inviato le foto del bambino con il volto tumefatto.

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