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“Harvey Weinstein ora è uno stupratore condannato”: le lacrime di Asia Argento sui social

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“Harvey Weinstein ora è uno stupratore condannato”: le lacrime di Asia Argento sui social

Harvey Weinstein ora è uno stupratore condannato. Due sopravvissute piangono e festeggiano. Grazie a tutte le donne coraggiose e grazie al giudice e alla giuria di New York City”. È con queste parole che Asia Argento ha espresso la sua gioia, in un post Instagram, per la condanna di Harvey Weinstein.

L’attrice, che si è inoltre mostrata commossa in una stories su Instagram, si è vista riconoscere finalmente la ragione in quel tribunale d’oltreoceano dopo aver affrontato, per lunghi mesi, quello dell’opinione pubblica, nazionale e internazionale. Asia Argento, infatti, è stata una delle prime a denunciare gli abusi sessuali del celebre produttore americano e, così facendo, è stata una delle prime voci del movimento Me Too, che di voci si è poi pian piano arricchito fino a diventare un vero e proprio “coro” di donne pronte a raccontare la loro storia di molestie subite.

Dopo una lunga battaglia legale e per certi versi mediatica, Weinstein è stato riconosciuto come stupratore dalla legge e dichiarato colpevole di violenza sessuale di primo grado nei confronti della sua ex assistente di produzione, Miriam Haley, e di stupro di terzo grado ai danni di Jessica Mann. Per aver compiuto questi reati il produttore ex re di Hollywood ora rischia da una parte fino a 25 anni di carcere e, dall’altra, quattro.

Quando Asia Argento lo accusò furono moltissimi – e, in effetti, alcuni ne sono tuttora convinti – a credere che l’attrice fosse una bugiarda che aveva deciso di parlare “troppo tardi”, che si fosse approfittata di quella situazione ieri come oggi. Era fin troppo facile pensare, d’altronde, che al tempo degli abusi, quando era una giovanissima 21enne, Asia avesse sfruttato quell’incontro con Weinstein per ricavarne benefici per la sua carriera, per il suo successo.

E ancora, Asia è stata accusata anche di raccontare quanto accaduto tanti anni prima per rivedere puntate su di lei le luci dei riflettori. Ora che quel riconoscimento che lei, come anche altre donne, non avevano mentito, è finalmente arrivato, può dirsi vendicata. Ma, come raccontato al Fatto Quotidiano, non si tratta di una vendetta che appunto riguarda solo lei, ma “tutte le donne che hanno lottato per la giustizia”.

“Mi sento vendicata – ha infine dichiarato la Argento al quotidiano – nei confronti di tutti quegli uomini e pure quelle donne che in Italia mi hanno chiamata prostituta solo per aver raccontato la verità”.

Leggi anche:

Asia Argento infortunata al ginocchio: cosa è successo a Pechino Express 2020

Me Too: il significato del movimento femminista contro le molestie sessuali

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