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Sette persone arrestate in Egitto per aver mostrato una bandiera arcobaleno

Sono accusati di essere omosessuali e di aver incitato all'immoralità durante un concerto rock al Cairo

Di TPI
Pubblicato il 27 Set. 2017 alle 12:19 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:02
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Immagine di copertina

Sette persone sono state arrestate al Cairo per aver sventolato la bandiera arcobaleno, simbolo della comunità Lgbt, durante il concerto della band libanese Mashru’ Leila, che si è svolto il 22  settembre.

La notizia è stata riportata prima dal quotidiano locale Al Youm 7 e poi da altre agenzie stampa.

Secondo Ap, le persone che hanno innalzato la bandiera durante lo spettacolo sono state identificate tramite le telecamere di sorveglianza e poi arrestate.

Poco dopo il concerto, le immagini e i video contenenti le immagini delle bandiere sventolate sono diventate virali online. Alcuni hanno lodato il gesto delle persone presenti al festival, ma altri hanno attaccato i manifestanti tramite commenti offensivi pubblicati sui social network.

Le sette persone arrestate sono accusate di aver avuto un comportamento immorale e contrario ai valori e principi del paese.

L’omosessualità non è esplicitamente vietata in Egitto ma la società egiziana continua ad assumere comportamenti discriminatori e una posizione conservatrice sul tema.

L’omosessualità, infatti, è ritenuta blasfema sia dalla maggioranza musulmana che dalla minoranza cristiana coopta.

La band libanese che si è esibita lo scorso venerdì, è composta da cinque membri ed è famosa nel mondo arabo per le sue canzoni alternative riguardanti la politica, la religione, il sesso e l’omosessualità.

Il cantante della band, Hammed Sinno, è dichiaratamente omosessuale e un sostenitore dei diritti Lgbt nel mondo arabo.

La federazione dei musicisti in Egitto, organizzazione il cui compito è controllare e censurare le canzoni o i film ritenuti illeciti secondo le leggi nazionali, ha deciso di non permettere più l’esibizione della band nel paese in futuro.

La commissione ha anche deciso di denunciare gli organizzatori del concerto per aver permesso l’esibizione dei musicisti in suolo egiziano, secondo quanto riporta l’emittente egiziana Al Youm 7. 

“È un tentativo per far cambiare mentalità ai giovani egiziani. Tutte e tre le religioni monoteiste condannano l’omosessualità” ha detto Ahmed Mahran, presidente del Consiglio egiziano per le questioni famigliari e giurista, durante un intervento nella trasmissione televisiva  Akher el Akhbar, andata in onda lunedì 25 settembre.

“Questi sono dei dannati, voglio distruggere la nostra società” ha poi concluso il giurista.

La comunità Lgbt ha reagito tramite un post su Facebook sulla propria pagina ufficile Rainbow Egypt: “Non stavamo aspettando il concerto di Mashru’ Leila per innalzare le bandiere arcobaleno in Egitto. Noi esistiamo e continueremo fino alla fine” .

Dalla fine degli anni Novanta la polizia egiziana ha intensificato le azioni di repressione contro gli omosessuali. L’arresto più famoso risale al 2001, quando le forze di polizia hanno arrestato 52 uomini omosessuali presenti in un club gay-friendly chiamato Queen Boat.

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