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Il presidente Macri ha vinto le elezioni legislative in Argentina

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Credit: AFP PHOTO / NOTICIAS ARGENTINAS / CLAUDIO PERIN / Argentina OUT

La coalizione guidata da Macri esce più forte dal primo importante test elettorale dopo il voto del 2015. “Cambiemos” ha conquistato Buenos Aires e le province delle città maggiori

Domenica 22 ottobre si sono svolte in Argentina le elezioni legislative per il rinnovo di metà della Camera dei Deputati e di un terzo del Senato della Repubblica.

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Con il 98 per cento dei voti già esaminati, i candidati vicini al presidente Mauricio Macri ottengono una vittoria schiacciante, rafforzando la loro posizione nel Congresso a scapito dei peronisti di Cristina Fernández de Kirchner.

La coalizione di partiti chiamata Cambiemos guidata di Macri ha conquistato la capitale argentina Buenos Aires e le province di Cordoba, Santa Fe e Mendoza.

Secondo Gabriela Michetti, vicepresidentessa argentina, le elezioni di ieri “hanno consolidato la voglia di cambiamento indicata dal voto di due anni fa”.

Si è trattato del primo test elettorale per il presidente Mauricio Macri, salito al potere nel 2015 con il suo movimento Cambiemos, una coalizione di centro-destra che governa anche il comune di Buenos Aires e la provincia della capitale argentina.

Il principale avversario di Macri in questa tornata elettorale è stata la “galassia” peronista che faceva capo all’ex presidente Néstor Kirchner, scomparso nel 2010. I peronisti sono divisi in due gruppi principali: il Fronte della Vittoria, guidato dall’ex “presidenta” Cristina Fernández de Kirchner, moglie del suo predecessore Néstor e il gruppo formato dal partito Giustizialista e dal Fronte per il rinnovamento.

Come si è votato

L’Argentina è una repubblica federale, divisa in 23 province e un distretto federale, composto dalla città autonoma di Buenos Aires, che è capitale della federazione. Il potere legislativo è in mano al Consiglio nazionale, il parlamento argentino, formato da due rami: la Camera dei deputati e il Senato. 

La Camera, composta da 257 seggi, è eletta per quattro anni e si rinnova per metà ogni due. La distribuzione dei collegi elettorali è basata sulla popolazione delle varie province. Ognuna di queste ha comunque diritto a eleggere almeno 5 deputati.

In queste elezioni si è votato per rinnovare 127 seggi alla Camera dei deputati. La legge elettorale argentina per il rinnovo di questa assemblea è di tipo proporzionale e prevede un turno di elezioni primarie obbligatorie per tutti i partiti, che si è svolto il 13 agosto 2017 e ha permesso agli elettori di scegliere i candidati di ogni partito.

Per eleggere i propri rappresentanti alla Camera, ogni partito presenterà delle liste bloccate in ognuno dei 24 collegi elettorali – composti dalle 23 province più il distretto della capitale – e dovrà superare una soglia di sbarramento del tre per cento.

Il Senato invece, composto da 72 seggi, è eletto per sei anni e si rinnova per un terzo ogni due. La legge elettorale prevista per questa assemblea è basata su un sistema misto.

Nel 2017 i seggi in palio al Senato erano 24, eletti in sette delle 23 province del paese e nella capitale Buenos Aires. I distretti dove si è votato domenica 22 ottobre, oltre alla capitale, sono stati: Formosa, Jujuy, La Rioja, Misiones, San Juan, San Luis e Santa Cruz.

Secondo la legge, vengono eletti tre senatori per ogni collegio elettorale in cui si vota. Il partito che riceve il maggior numero di consensi conquista due seggi, mentre l’altro viene assegnato al secondo partito più votato.

Dal 1991, esistono precise norme in Argentina per garantire almeno un terzo dei seggi di entrambe le camere a parlamentari donne. Per quanto riguarda gli elettori, possono votare tutti i cittadini argentini che abbiano compiuto 16 anni.

Per quanto riguarda gli eletti invece, possono essere candidati alla Camera dei Deputati i cittadini argentini che abbiano compiuto 25 anni e al Senato quelli che ne abbiano almeno 30.

I partiti

Il partito del presidente Mauricio Macri, Proposta Repubblicana, e i suoi alleati dell’Unione Civica Radicale e Coalizione Civica, si sono presentati insieme nella coalizione di orientamento liberal-conservatore Cambiemos.

Il principale avversario è stato la coalizione peronista dell’ex presidente Cristina Kirchner, sotto l’insegna del Fronte per la Vittoria.

Il principale “terzo incomodo” di queste elezioni è stato invece l’UNA, formazione di centrodestra guidata da Sergio Massa.

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