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Afghanistan, talebani: “La guerra è finita. Ora la Cina ci riconosca”

Immagine di copertina
Credit: Ansa/Epa

Afghanistan, i talebani annunciano la conquista del Panshir: “La guerra è finita. Ora la Cina ci riconosca”

I talebani hanno dichiarato di aver preso il controllo totale della valle del Panshir, l’ultima sacca di resistenza rimasta in Afghanistan da quando hanno preso il potere a metà agosto, promettendo che la formazione del governo, attesa per la settimana scorsa, sarà annunciata “nei prossimi giorni”.

Durante una conferenza stampa, tenuta dopo aver annunciato la vittoria contro le forze dell’opposizione guidate da Ahmad Massud nella provincia nordorientale del Panshir, il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha anche chiesto l’aiuto della Cina per ricostruire l’Afghanistan dopo il ritiro delle forze statunitensi al termine della guerra durata 20 anni. ”La Cina ha buoni rapporti con l’Afghanistan, dovrebbe riconoscerci e aiutarci nella ricostruzione del nostro Paese”, ha detto.

Mujahid ha dichiarato che qualsiasi altro tentativo di insurrezione sarà “colpito duramente”, affermando che “l’Emirato islamico è molto sensibile alle insurrezioni”. Non ne permetteremo un’altra”, ha aggiunto.

Secondo quanto riportato da Associated Press, migliaia di combattenti talebani hanno invaso otto distretti del Panshir la scorsa notte, dopo che ieri il portavoce della resistenza anti-talebana Fahim Dashti è stato ucciso durante i combattimenti. Dashti era anche nipote di Abdullah Abdullah, esponente dell’ultimo governo afghano che assieme all’ex presidente Hamid Karzai sta trattando con i talebani per il futuro governo dell’Afghanistan. Il portavoce dei talebani Mujahid ha smentito che siano stati i talebani a uccidere Dashti, sostenendo che sarebbe invece morto in una “disputa interna tra due comandanti nel Panshir”.

Nella conferenza stampa, ha dichiarato che l’ex vicepresidente Amrullah Saleh e Massud, figlio del leggendario “leone del Panshir” Ahamd Shah Massud, nemico dei sovietici e poi dei talebani negli anni ’80 e ’90, sarebbero fuggiti nel vicino Tagikistan.

Il Fronte di resistenza nazionale dell’Afghanistan (Nrfa), composto da soldati dell’esercito regolare afghano e unità delle forze speciali oltre a combattenti delle milizie locali, ha invece smentito l’annuncio dei talebani, affermando che la resistenza continuerà a combattere.

“Le forze del Nrf sono presenti in tutte le posizioni strategiche in tutta la valle per continuare il combattimento”, ha detto sulla sua pagina Facebook Ali Maisam Nazary, responsabile delle relazioni estere del gruppo. Lo stesso Massud, ha dichiarato su Twitter di essere al sicuro, senza fornire ulteriori dettagli.

L’attacco dei talebani contro il Panshir è stato condannato “con fermezza” anche dall’Iran. Il  portavoce del ministero degli Esteri Said Khatibzadeh ha dichiarato che sono “davvero inquietanti” le notizie provenienti dalla provincia.

In una nota con cui stamattina ha annunciato la presa del Panshir, Mujahid aveva rassicurato la popolazione della provincia a maggioranza tagika, che “non sarà soggetta ad alcuna discriminazione, che tutti sono nostri fratelli e che serviremo un paese e un obiettivo comune”. “Con questa vittoria e gli ultimi sforzi il nostro paese è uscito dalla spirale della guerra e il nostro popolo avrà una vita felice in pace, libertà e libertà”, aveva dichiarato il portavoce dei talebani, movimento prevalentemente di etnia pashtun, maggioritaria nel paese.

Durante la conferenza stampa, Mujahid ha smentito che ci siano disaccordi sulla formazione di un nuovo governo, la cui formazione è prevista “nei prossimi giorni”. Il nuovo esecutivo sarà probabilmente provvisorio, “con margini di riforma, cambiamento e altri passi fondamentali”, mentre le elezioni “per ora non sono in vista”. Mujahid  ha anche detto che le donne sono tornate al lavoro nei settori della sanità e dell’istruzione, e che presto le saranno forniti anche “altri ambiti” in cui lavorare.

Intanto, secondo quanto riportato dall’Ansa, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è arrivato in Pakistan, dove incontrerà il capo di stato maggiore dell’esercito, il ministro degli Esteri e il primo ministro pakistano. Dopo lo sbarco a Islamabad, per il titolare della Farnesina è previsto il trasferimento alla frontiera di Torkham, tra Pakistan e Afghanistan, con una visita alla base militare di Torkhan, dove sarà informato sulle misure predisposte da parte pakistana alla frontiera con l’Afghanistan.

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