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Afghanistan: cos’è la sharia, la legge coranica, e cosa prevede

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Credit: EPA/HOTLI SIMANJUNTAK

Sharia, che cos’è la legge coranica e cosa prevede

“Siamo impegnati a rispettare i diritti delle donne sotto il sistema della Sharia“. Così il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, nella prima conferenza stampa dopo la presa di Kabul. I nuovi padroni dell’Afghanistan provano quindi a rassicurare la popolazione e la comunità internazionale promettendo la fine delle ostilità e un atteggiamento diverso da quello spietato del vecchio regime degli anni ’90. A patto, però, che vengano rispettati i principi della legge coranica, vale a dire la Sharia. Ma cos’è la Sharia? E cosa prevede?

Cos’è la Sharia, la “legge di Dio”

Letteralmente in arabo significa “strada battuta” (da Dio), la Sharia è la legge sacra dell’islamismo. Ma non si tratta di una legge scritta, né di un libro con codici e regole precise bensì di una serie di consuetudini, princìpi, non scritti, regole di comportamento ispirate principalmente a due fonti islamiche primarie: il Corano, il libro che contiene le rivelazioni di Allah a Maometto, 190 versi su 6236 totali, e la sunna, cioè l’insieme dei detti e delle azioni di Maometto, classificati nel corso dei secoli.

Non esiste quindi un codice scritto che dica ai fedeli cosa fare e cosa non fare ma esiste un sistema di princìpi cui i fedeli si ispirano per la condotta morale e personale in quanto individui (ad esempio per il digiuno e la preghiera) sia per la comunità o per uno Stato. Il sistema di princìpi, non essendo scritto, è però fortemente soggetto all’interpretazione umana e quindi difficilmente hanno una loro univocità. Motivo per cui la Sharia può cambiare, anche di molto, anche a seconda del luogo in cui viene interpretata e applicata.

La Sharia nei vari Stati

Sono una decina i Paesi che hanno il Corano come fonte di “diritto” per i loro codici penali. Tra questi figurano Arabia Saudita e i “vicini” Iran e Pakistan. In altri casi, come in alcune nazioni del Nord Africa e del Vicino Oriente, i principi religiosi regolano solo la vita privata. In altri casi ancora la separazione tra Stato e religione è totale: è il caso della Tunisia, della Bosnia e dei Paesi dell’Asia centrale nati dal crollo dell’Unione sovietica.

L’Afghanistan sotto i talebani

Quale sarà la Sharia del “nuovo” Afghanistan talebano? L’Emirato islamico afghano è esistito già dal 1996 al 2001. In quel periodo i talebani imposero un’interpretazione della sharia spietata: era prevista la condanna a morte per i comunisti e la mutilazioni di mani e piedi per ladri e criminali. Le donne non possedevano diritti: non potevano uscire di casa senza burqa e senza il marito o un parente di sangue, non potevano guidare bici, motocicli e automobili, lavorare e studiare. La separazione dei sessi negli spazi pubblici era totale. Il nuovo regime dei talebani ha promesso una maggiore “apertura” e un’applicazione meno rigida dei precetti religiosi nella vita pubblica. Come la “concessione” di una carriera politica alle donne ma “entro i limiti della Sharia“.

Leggi anche: Cosa dice davvero l’Islam sulla violenza contro le donne

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