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Le 4 esplosioni, il kamizake dell’Isis-K, i talebani uccisi: cosa è successo ieri a Kabul

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Credit: Ansa foto

Le 4 esplosioni, il kamizake dell’Isis-K, i talebani uccisi: cosa è successo ieri a Kabul

Almeno 72 civili e 13 membri delle forze armate statunitensi sono stati uccisi ieri in una serie di attacchi nei pressi di uno degli ingressi all’aeroporto Hamid Karzai di Kabul, dove sono in corso le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan dopo il ritorno al potere dei talebani. Si tratta della prima volta da febbraio 2020 che soldati statunitensi perdono la vita in Afghanistan, e il bilancio più grave dal 6 agosto 2011 per le forze americane, che entro il prossimo martedì 31 agosto completeranno il ritiro ufficiale dal paese, al termine di una guerra durata 20 anni.

Leggi anche: Alberto Negri a TPI: “L’abbandono degli Usa in Afghanistan apre alle partnership con Cina e Russia. L’Isis-k? Oggi è il principale nemico dei talebani”

Gli attacchi, condotti da due attentatori suicidi e almeno un uomo armato, sono stati rivendicati ieri dall’Isis, rappresentata nel paese dalla sigla Isis-K (Stato islamico dell’Iraq e del Levante – provincia di Khorasan). Il gruppo, presente al confine con il Pakistan e nel nord del paese, è considerato un nemico sia dai paesi occidentale che dai talebani.

Uno degli attacchi ha colpito una folla di civili afghani di fronte a uno degli ingressi sul lato sudorientale dell’aeroporto, noto come Abbey Gate. I civili colpiti da uno dei due attentatori suicidi, erano accalcati all’interno e intorno a un canale di scolo mentre erano in attesa di entrare nell’aeroporto, controllato dalle forze statunitensi per gestire l’evacuazione di diplomatici e militari di Stati Uniti e paesi alleati. Un secondo attentatore si sarebbe fatto esplodere nei pressi dell’albergo Baron, vicino all’ambasciata britannica e a poca distanza dall’Abbey Gate. L’azione, descritta come un “attacco complesso”, avrebbe visto anche la partecipazione di almeno un uomo armato. Tramite il suo organo ufficiale Amaq, l’Isis ha attribuito l’operazione a un suo membro, Abdul Rahman al-Logari. Secondo l’Isis, l’attentatore è riuscito a superare i controlli di sicurezza talebani ed è arrivato a meno di 5 metri da un gruppo di soldati, traduttori e collaboratori statunitensi prima di farsi esplodere.

Un esponente talebano ha dichiarato che l’attacco è stato un atto di terrorismo che dovrebbe essere condannato da tutto il mondo, causato dalla presenza di forze straniere nel paese. “Non appena la situazione dell’aeroporto sarà risolta e le forze straniere se ne andranno, non avremo più tali attacchi. È a causa della presenza di forze straniere che avvengono tali attacchi”, ha detto Abdul Qahar Balkhi, membro della commissione culturale dei talebani, all’emittente turca Habertürk. Un altro esponente dei talebani ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che il movimento islamista ha perso più uomini degli americani negli attacchi, aggiungendo che i talebani “non sono responsabili del piano di evacuazione caotico preparato da nazioni straniere”.

Ieri il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha promesso che sarà “data la caccia” ai responsabili degli attacchi. “Non perdoneremo, non dimenticheremo“, ha detto, nel corso di un breve discorso alla Casa bianca ieri pomeriggio, in cui ha ribadito che sarà rispettata la scadenza del 31 agosto per il ritiro delle truppe e il completamento dell’evacuazione dal paese. Secondo Biden, i leader dell’Isis che hanno ordinato l’attacco saranno stanati senza operazioni militari su larga scala.

Le forze statunitensi hanno dichiarato che si stanno preparando a ulteriori attacchi dell’Isis prima della fine dell’evacuazione. “Crediamo che sia loro intenzione continuare questi attacchi e ci aspettiamo che tali attacchi continuino e stiamo facendo tutto il possibile per essere preparati”, ha detto il generale Frank McKenzie, a capo del Comando centrale dell’esercito degli Stati Uniti, dopo che nelle ore precedenti agli attacchi i servizi di intelligence di diversi paesi occidentali avevano avvisato di una minaccia imminente alle operazioni di evacuazione. McKenzie ha affermato che la cooperazione con i talebani probabilmente ha già contribuito a sventare altri attacchi e continuerà nelle prossime ore, aggiungendo che è stato chiesto ai talebani di allargare il perimetro di sicurezza intorno all’aeroporto e di chiudere alcune strade di accesso.

In precedenza, nella giornata di ieri, erano stati esplosi alcuni colpi di mitragliatrice pesante pochi minuti dopo il decollo di un aereo italiano che stava trasportando 98 civili afghani ed alcuni giornalisti italiani per le operazioni di evacuazione da Kabul, senza causare feriti o danni. Secondo quanto precisato da fonti dell’intelligence, non si è trattato di un attacco all’aereo italiano: una mitragliatrice afghana ha sparato in aria per disperdere la folla che stava pressando verso il gate dell’aeroporto e nessun colpo è stato diretto verso l’aereo in decollo.

Da domenica 15 agosto, con l’arrivo dei talebani nella capitale al termine di un’avanzata fulminea che ha sorpreso i governi occidentali, migliaia di cittadini afghani sono accorsi all’aeroporto per cercare di salire sugli ultimi voli in uscita dal paese.

Secondo il segretario di Stato statunitense Anthony Blinken, finora sono state evacuate da Kabul 100.000 persone. Secondo quanto riportato da Reuters, citando un funzionario della Nato, tutti i paesi presenti in Afghanistan intendono completare l’evacuazione entro lunedì 30 agosto, un giorno prima della scadenza per il ritiro delle forze statunitensi.

Dopo gli attentati sono state avvertite diverse esplosioni nella capitale dovute alle forze statunitensi, impegnate a distruggere armi e munizioni prima dell’evacuazione, secondo quanto confermato da un portavoce dei talebani.

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