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I 10 anni al potere di Angela Merkel

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Il 22 novembre la cancelliera tedesca ha festeggiato dieci anni di governo. Le critiche interne sulla gestione dei migranti gettano un'ombra su quest'anniversario

Domenica 22 novembre 2015 Angela Merkel ha festeggiato i suoi dieci anni di governo a capo della Germania. Ma è stato un compleanno difficile. Ecco perché.

Esattamente il 22 novembre di dieci anni fa, nel 2005, Angela Dorothea Merkel diventava il primo cancelliere donna nella storia della Repubblica federale tedesca.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è il terzo cancelliere tedesco a segnare questo traguardo, dopo Helmut Kohl che ha governato per 16 anni e Konrad Adenauer che è stato al governo per 14.  

In questi dieci anni di governo la Merkel, definita come “la donna più potente al mondo” da Forbes Magazine, ha guidato la Germania verso una posizione sempre più determinante sulla scena europea e mondiale. 

Durante le crisi che hanno colpito l’Europa in questi anni, tra cui quella finanziaria, quella ucraina o quella greca, ha dimostrato di essere un grande leader non solo nel suo Paese, ma anche nell’Unione europea. 

Grazie alla sua politica equilibrata ma decisa, è riuscita a imporre la sua linea e a portare la Germania, il Paese più popoloso nell’Unione europea, a raggiungere una posizione dominante nell’Unione. 

Con il suo progetto all’avanguardia per l’energia rinnovabile, la cosiddetta Energiewende (transizione energetica) – il passaggio dall’energia nucleare all’energia rinnovabile -, la Germania riafferma il suo ruolo di leader in Europa nella lotta al cambiamento climatico.

Così a 25 anni dalla riunificazione, si avverano i timori del premier inglese Margaret Thatcher di una Germania economicamente e politicamente potente. 

Ma la crisi dei migranti e la sua Wilkommenskultur (cultura dell’accoglienza) rendono le celebrazioni di questo anniversario particolarmente difficile per la cancelliera.  

Sebbene a livello europeo la Merkel ricopra un ruolo di autorità morale – è diventata infatti la “Mutti” (la mammina) dei migranti ed emblema di questa crisi -, i consensi dell’opinione pubblica tedesca alla cancelliera sono crollati dal 75 per cento ad aprile al 49 per cento a novembre. 

Anche l’Unione, la formazione dei due partiti gemelli l’Unione cristiano-democratica e cristiano-sociale (CDU/CSU), che appoggia la Merkel, è passato dal 42 per cento dell’estate 2015 al 37,5 per cento in autunno. 

La sua politica accogliente verso i rifugiati, e in particolare l’esplicita assenza di un tetto massimo nell’ammissione di rifugiati e l’apertura delle frontiere ai siriani è stato aspramente criticato dal presidente del partito gemello bavarese CSU Horst Seehofer. 

Anche il partito di destra xenofoba Alternative für Deutschland ha sfruttato questa crisi per raggiungere nuovi consensi. Alle prossime elezioni potrebbe superare la soglia di sbarramento del 5 per cento ed entrare in parlamento. 

Con il 86 per cento del sostegno dei suoi membri la posizione della Merkel a capo del partito della CDU non è in pericolo. 

Alcuni analisti esperti di Germania sostengono che per ora non ci sono alternative alla Merkel in vista delle prossime elezioni che si terranno nel 2017. 

La Merkel si avvia dunque verso un quarto mandato? Se il primo cancelliere della Germania federale aveva 73 anni quando ricoprì per la prima volta la carica, è quanto meno possibile che si candidi ancora una volta. 

Ma la crisi migratoria e la recente lotta al terrorismo saranno le sfide più impegnative che dovrà affrontare la cancelliera tedesca.

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