Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:11
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Economia

Ungheria: la crescita dell’economia ha favorito la vittoria di Viktor Orban, ma non ha migliorato la vita dei cittadini

Immagine di copertina
Viktor Oban, il primo ministro ungherese

Il tasso di disoccupazione del paese è ai minimi storici, il rapporto tra debito e Pil è diminuito, ma l'Ungheria cresce meno rispetto agli alti paesi del gruppo di Visegrád

Un mese fa Viktor Orban, candidato del partito ultraconservatore Fidesz, ha vinto le elezioni in Ungheria, ottenendo per la terza volta la carica di primo ministro.

Orban può quindi continuare a portare avanti il suo progetto di “democrazia illiberale”, come lui stesso lo ha definito.

Il premier ungherese infatti si ispira esplicitamente al presidente russo Putin e al suo omologo turco, Erdogan.

La campagna elettorale di Orban è stata caratterizzata da toni molto duri nei confronti degli immigrati, definiti un pericolo mortale per l’Ungheria, e dell’Unione europea.

Ma a garantire la vittoria del leader conservatore sono stati anche i successi raggiunti dal suo governo in ambito economico.

Il Pil dell’Ungheria, infatti, è cresciuto oltre il 4.2 per cento nel 2017 e nel 2018, secondo i dati, si chiuderà con valori superiori al 4 per cento.

Inoltre, la disoccupazione nel paese è ai minimi storici.

Il tasso di disoccupazione ungherese,infatti, è uno dei più bassi registrati in Europa dalla fine della crisi economica, essendo passato dall’11,3 per cento del 2010 al 3,8 per cento del 2018.

Il rapporto tra debito e Pil è al 73 per cento, un valore inferiore rispetto all’81 per cento registrato nei momenti peggiori della crisi economica.

Tuttavia, se confrontata con i risultati raggiunti dagli altri paesi del gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia), la crescita economica dell’Ungheria sembra meno sorprendente.

Negli anni della presidenza di Orban, infatti, il paese è cresciuto di meno rispetto agli altri Stati dell’Europa centro-orientale.

La crescita economica dell’Ungheria, inoltre, è stata sostenuta principalmente dai fondi dell’Unione europea, istituzione fortemente criticata dallo stesso premier Orban.

L’Ungheria è infatti il paese europeo che più di tutti ha beneficiato dei fondi comunitari, avendo acceso a 34,3 miliardi di euro nel periodo 2014-2020.

Va inoltre considerato che gli ungheresi hanno visto aumentare molto poco la speranza di vita rispetto al 1990, che resta infatti tra le più basse in Europa.

Nel 2016, l’età media massima raggiunta dagli ungheresi era ferma a 76,2 anni, più bassa rispetto a quella dell’Albania, che arrivava a 78,5 anni.

Il modello economico del premier ungherese, conosciuto anche come Orbanomics, si basa su controllo statale sull’economia, tagli alle tasse, sostegno alle imprese, con particolare attenzione a quelle nazionali, e aiuti ai redditi delle famiglie.

La strategia di Orban, alla fine dei conti, è stata soprattutto utile al partito del premier per consolidare il consenso e il potere in Ungheria, più che a dare slancio all’economia del paese.

Il leader del partito ultraconservatore Fidesz, come già detto, non è riuscito a ridurre il divario tra l’Ungheria e l’Occidente, né tantomeno a crescere allo stesso passo degli altri paesi dell’Europa centro-orientale.

Inoltre, il divario tra le classi sociali del paese è aumentato in seguito all’introduzione della flat tax, la tassa del 15 per cento sui redditi delle persone, che favorisce i ceti medio alti a discapito di quelli più poveri.

Ti potrebbe interessare
Economia / Iva, Italia maglia nera in Ue per evasione. Perdite per oltre 30 miliardi
Economia / Italia e Germania, un sodalizio secolare che resiste al Covid e vale 116 miliardi di interscambio commerciale
Economia / Potenziamento dei trasporti pubblici, tariffe agevolate, mobilità integrata e più sicurezza: ecco cosa chiedono gli abitanti di Milano, Roma e Napoli
Ti potrebbe interessare
Economia / Iva, Italia maglia nera in Ue per evasione. Perdite per oltre 30 miliardi
Economia / Italia e Germania, un sodalizio secolare che resiste al Covid e vale 116 miliardi di interscambio commerciale
Economia / Potenziamento dei trasporti pubblici, tariffe agevolate, mobilità integrata e più sicurezza: ecco cosa chiedono gli abitanti di Milano, Roma e Napoli
Economia / La carità è circolare: “Si dona e si riceve”
Economia / Sicurezza sul lavoro, dai maggiori controlli alle sanzioni: le novità in arrivo
Economia / Da Autostrade a Tim: i fondi si stanno prendendo le infrastrutture italiane
Cronaca / L’Antitrust italiana multa Amazon e Apple per oltre 200 milioni di euro: “Violate norme sulla concorrenza”
Lavoro / Preparati al mondo del lavoro, partecipa a Destination Work City di Gi Group
Economia / Con la pandemia le aziende litigano di più (anche da remoto)
Economia / Italiani sempre più poveri: inflazione al 3%, mai così alta dal 2012