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Il Mezzogiorno non aspetta più

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Un Frecciarossa porta il Salento fino in Campania, senza cambi, grazie all’attivazione del nuovo tratto Napoli-Cancello, che collega 7 capoluoghi provinciali fino a Lecce. E promette di ridurre i tempi di viaggio. È il primo tassello di un'opera che, entro il 2029, cambierà la mobilità del Meridione

Basta uninfrastruttura per cambiare il volto della mobilità e migliorare lestate degli italiani: dal 1° luglio, infatti, tra Lecce e Napoli non serve più cambiare treno, un passaggio storico per il sistema dei trasporti dell’intero Sud Italia. Il nuovo collegamento di Trenitalia, senza cambi, tra il Salento e il capoluogo campano è stato reso possibile dall’attivazione del nuovo tratto Napoli-Cancello.

Un’alleanza per il Sud
Il servizio è stato inaugurato nei giorni scorsi all’interno della centralissima stazione del capoluogo pugliese alla presenza dei sindaci di alcune delle città attraversate dal nuovo Frecciarossa: Vito Leccese per Bari, Adriana Poli Bortone per Lecce e Gaetano Manfredi per Napoli, quest’ultimo anche presidente dell’ANCI, insieme all’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Puglia Raffaele Piemontese, al direttore Alta Velocità di Trenitalia Simone Gorini e al Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS Giuseppe Inchingolo.
«Questo nuovo collegamento consente di raggiungere Napoli da Bari in circa tre ore e mezza», ha spiegato Gorini, definendolo una prima fase di un percorso più lungo. I tempi di percorrenza tra le due città, ha assicurato il direttore Alta Velocità di Trenitalia, si accorceranno gradualmente man mano che avanzeranno i lavori, mentre l’azienda amplierà l’offerta dei suoi Frecciarossa di pari passo con le prossime inaugurazioni.
Per gli amministratori locali presenti, però, il valore di questo collegamento va ben oltre l’orario ferroviario. «Accorciare le distanze tra Bari e Napoli non significa soltanto ridurre i tempi di viaggio, ma rafforzare un asse strategico del Mezzogiorno, mettere in connessione due grandi aree metropolitane e creare nuove opportunità di sviluppo, lavoro e investimenti», ha sottolineato Leccese. «È un passaggio decisivo verso un Sud più vicino, più competitivo e più coeso». «Questo nuovo treno avrà un grande impatto sullo sviluppo del Mezzogiorno, di cui l’asse Napoli-Bari rappresenta una direttrice fondamentale», gli ha fatto eco Manfredi. «Riduce il gap infrastrutturale col Nord e crea ulteriori opportunità di crescita per un Mezzogiorno che già sta crescendo molto da tanti punti di vista». «Il collegamento diretto con Napoli, con un moderno Frecciarossa, avvicina Lecce al Meridione e al resto d’Italia», ha rimarcato Poli Bortone. «Sono certa che il nuovo servizio avrà ricadute positive sin da subito sul turismo e sull’economia del territorio provinciale, portando nuove occasioni di sviluppo e accelerando quella crescita che tutti auspichiamo».
A ricomporre il quadro generale ci ha pensato Piemontese, secondo cui finalmente «dopo decenni, Puglia e Campania sono collegate direttamente» da un treno che tocca sette capoluoghi di provincia: Lecce, Brindisi, Bari, Barletta, Foggia, Benevento e Napoli, e rafforza il legame tra Adriatico e Tirreno. «È molto più di un nuovo servizio ferroviario: è un’infrastruttura che avvicina persone, imprese, università, turismo e opportunità», ha dichiarato l’assessore, secondo cui questo nuovo collegamento è solo il primo risultato visibile di una trasformazione più ampia, che con il completamento della linea, previsto entro il 2029, cambierà in profondità i tempi di viaggio e la competitività di tutto il Mezzogiorno.
Sul fronte degli orari, il primo treno è partito il 1° luglio da Lecce alle 18:10, mentre la prima corsa da Napoli Centrale è scattata il giorno dopo alle 6:45. In entrambe le direzioni il treno ferma a Brindisi, Bari Centrale, Barletta, Foggia, Benevento e Napoli Afragola. Un ventaglio di fermate che allarga le possibilità di viaggio e rende la vita più semplice a chi si sposta tra Puglia e Campania. Così da Lecce a Napoli si viaggia in circa cinque ore, merito anche della nuova tratta Napoli-Cancello appena attivata, che rende più diretto l’accesso al nodo di Napoli, hub strategico per la mobilità dell’intero Paese.

Sfide e investimenti
I lavori più corposi si sono concentrati proprio sulla tratta tra Napoli e Cancello. «Da un punto di vista ingegneristico è stato un lavoro molto complicato», ha spiegato Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS. «Lattivazione della Napoli-Cancello ha significato anche la realizzazione di una serie di gallerie, una delle quali passa sotto l’acquedotto vanvitelliano. Quindi opere ingegneristiche di un certo significato che testimoniano l’eccellenza assoluta che Ferrovie dello Stato rappresenta da questo punto di vista».
Sono stati realizzati anche oltre 15 chilometri di nuovo doppio binario che, nella stazione di Napoli Afragola, permettono l’interscambio tra il traffico della linea AV Napoli-Roma, la futura rete Circumvesuviana e i treni regionali della Napoli-Caserta-Cassino. Accanto allo scalo di interscambio è stata poi attivata anche la nuova stazione di Acerra, mentre le fermate di Casalnuovo e Centro Commerciale arriveranno più avanti. Non trascurabile la ricaduta sulla viabilità cittadina: la soppressione di 12 passaggi a livello lungo la vecchia tratta storica Napoli-Cancello, ormai destinata alla dismissione, migliorerà sensibilmente la circolazione in tutta l’area metropolitana. Per quest’opera l’investimento complessivo si aggira intorno a 1,1 miliardi di euro.
Con questo lotto completato, i chilometri di nuova linea AV/AC già in esercizio sulla Napoli-Bari salgono a 55. Alla guida del cantiere, in veste di Commissario Straordinario di Governo, è stato chiamato l’amministratore delegato di RFI Aldo Isi, con il compito di aumentare fin da subito la capacità della linea, ridurre i tempi di percorrenza, migliorare la regolarità della circolazione e garantire maggiore accessibilità ai territori attraversati dalla nuova infrastruttura. I lavori, va detto, non riguardano solo la Napoli-Bari: sulla Caserta-Benevento-Foggia sono stati completati gli interventi necessari a certificare il target PNRR sulla tratta Frasso Telesino-Telese-Vitulano, con l’attivazione delle nuove fermate di Valle di Maddaloni e Dugenta, pensate per servire il territorio tra le province di Caserta e Benevento.
Chiude il quadro la stazione di Napoli Afragola, che con questi interventi rafforza il proprio ruolo di hub strategico per l’interscambio e diventa sempre più un nodo centrale per la mobilità del territorio. Firmata da Zaha Hadid, la stazione è pensata per integrare Alta Velocità, servizi regionali e trasporto su gomma, intercettando una domanda di mobilità sostenibile in crescita costante. Il nuovo ingresso lato Est, completato di recente, ha già migliorato l’accessibilità dello scalo grazie a un sistema “kiss & ride” con parcheggi per la sosta breve e percorsi pedonali dedicati, pensati per distribuire meglio i flussi di passeggeri. E non finisce qui: proseguiranno anche gli interventi per alzare ulteriormente gli standard di qualità, accessibilità e funzionalità della stazione. Insomma, siamo appena all’inizio.

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