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Sostenibilità: opportunità (post Covid-19) di rilancio e sviluppo per le imprese

Di TPI
Pubblicato il 5 Ott. 2020 alle 17:52
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Il tema della sostenibilità è oggi più che mai attuale e rappresenta un fattore di sviluppo sociale ma anche di competitività e rilancio delle imprese. “Da recenti ricerche è emerso che il 40% delle aziende che hanno intrapreso scelte imprenditoriali mirate alla sostenibilità prima della pandemia hanno dimostrato una maggiore propensione allo sviluppo e una migliore resilienza rispetto alle difficoltà create dal Covid-19”, spiega l’avvocato Paolo Peroni, partner di Rödl & Partner. A questi dati si aggiungono le intenzioni delle istituzioni europee di avvantaggiare i progetti di economia sostenibile di nuova generazione e gli investimenti della Banca Centrale Europea volti a sostenere principalmente progetti relativi all’economia circolare e alla lotta ai cambiamenti climatici.

Ma cos’è la sostenibilità? E in che cosa divergono, se divergono, i due concetti di sostenibilità e CSR? La CSR, o responsabilità sociale d’impresa, è in un certo senso un sottoinsieme della sostenibilità che racchiude le azioni che una società può intraprendere al fine perseguire finalità sociali, ambientali ed economiche nei rapporti con i propri collaboratori e tutti i propri stakeholder.

“La sostenibilità è un concetto più ampio – sottolinea l’avvocato Peroni – in cui sviluppo e crescita sono considerati tali se in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità di realizzare i bisogni delle generazioni future”. La sostenibilità rappresenta un modo più evoluto di intendere l’attività di impresa, in grado di conciliare la sfera ambientale (planet), sociale (people) ed economica (profit).

È il “modello delle tre P”: planet/people/profit che dovrebbe indurre l’impresa “sostenibile” a mappare e gestire tutti i rischi, gli impatti e le esternalità positive e negative della propria attività sul territorio, l’ambiente e la collettività. A tal proposito ci vengono in aiuto i cosiddetti SDGS, cioè 17 obiettivi di sviluppo sostenibile individuati nell’Agenda2030 pubblicata dall’ONU nel 2015 che spaziano dalla lotta alla fame nel mondo alla lotta contro il cambiamento climatico.

“Molte sono le misure che una società può intraprendere per accrescere il proprio livello di sostenibilità e tradurre in azioni concrete i due concetti di sostenibilità e responsabilità sociale”, continua il legale di Rödl & Partner. “Altrettanto importante è sapere comunicare i propri sforzi all’esterno e all’interno tramite un bilancio di sostenibilità, bilancio che per alcuni operatori come le società quotate è obbligatorio per legge, mentre per altri è volontario”.

Rendicontazione non finanziaria e comunicazione restano pilastri imprescindibili per riuscire a dare conto a tutti gli stakeholders di quello che l’impresa sta facendo in tema di sostenibilità. “La rendicontazione, a maggior ragione, è un percorso che induce l’azienda a misurare continuamente l’impatto sociale e ambientale delle proprie attività nonché il livello di progressione e di raggiungimento dei propri obiettivi.” Conclude l’avvocato Peroni di Rödl & Partner.

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