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Home » Economia

La spina dorsale della competitività italiana

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Nel nostro Paese continua a crescere la quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Così si rafforza l’indipendenza energetica dall’estero. Ma la transizione non sarebbe possibile senza una rete di trasmissione sicura e resiliente

La competitività di un Paese come l’Italia passa anche dalla sicurezza e dall’efficienza del suo sistema elettrico. Lo sviluppo della rete di trasmissione nazionale, infatti, insieme all’integrazione di fonti rinnovabili e accumuli, rappresenta una leva chiave per raggiungere i target ambientali, migliorare la sicurezza energetica e ridurre i costi. Una consapevolezza che ha permesso di compiere negli ultimi tempi importanti passi in avanti. 

Nel 2025, in effetti, la produzione da fonti rinnovabili ha raggiunto in Italia e in Europa livelli record, grazie alla continua crescita di fotovoltaico ed eolico guidata dal significativo calo dei costi di tali tecnologie. È quanto emerge dallo Studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da Teha Group in collaborazione con Terna, la società guidata da Giuseppina Di Foggia che gestisce la rete di trasmissione nazionale, presentato nei giorni scorsi a Roma. 

L’analisi offre una fotografia del quadro nazionale ed europeo della transizione energetica, evidenziando i benefici economici, energetici e industriali degli investimenti del Transmission System Operator nazionale. Un’evoluzione del mix energetico al passo con i tempi, fondamentale per accrescere la competitività e l’indipendenza energetica del nostro Paese: temi quanto mai attuali in queste settimane segnate da un complesso scenario internazionale. 

Leva strategica
«Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, a tendere, per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie ed imprese», spiega Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna. «In questo quadro, si distingue il ruolo della rete di trasmissione perché genera valore duraturo ed effetti sul territorio: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di Pil. Guardando al lungo termine, è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni. Terna affronta sfide sempre più complesse, dando il proprio contributo al progresso del Paese». 

«La trasformazione del sistema elettrico italiano dimostra che la rete di trasmissione non è un’infrastruttura tecnica neutra, ma una leva strategica di politica industriale e sicurezza economica. In un contesto in cui le rinnovabili rappresentano ormai quasi la metà della generazione nazionale, la capacità di integrare nuova produzione e accumuli in condizioni di stabilità diventa il fattore determinante per la competitività del Paese», afferma Valerio De Molli, managing partner & Ceo di The European House – Ambrosetti e Teha Group. «Gli investimenti previsti dal Piano industriale di Terna generano un impatto sistemico che va oltre il perimetro energetico, attivando valore, occupazione e filiere industriali nazionali, e rafforzando in modo strutturale la resilienza e l’autonomia strategica dell’Italia». 

Impatto
Gli investimenti portati avanti da Terna hanno avuto un chiaro impatto macroeconomico, come evidenzia questo studio. Ogni euro investito nella rete di trasmissione genera un impatto pari a 2,98 euro sul valore della produzione e 1,31 euro sul Pil. Complessivamente, gli investimenti previsti nel quinquennio dal Piano industriale di Terna si traducono in 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di euro di Pil, favorendo la creazione di quasi 40mila occupati medi annui. Benefici evidenti, quindi, per tutto il Paese, con ricadute positive anche sul piano occupazionale. 

A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia da solare ed eolico è diminuito rispettivamente di circa il 90% e il 70%. Grazie alla sempre maggiore competitività di tali fonti, in Europa, nel 2025, solare ed eolico hanno raggiunto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili; includendo anche le altre fonti, le rinnovabili hanno contribuito per metà della produzione elettrica complessiva. 

Anche in Italia si osserva un trend analogo: negli ultimi vent’anni la quota di generazione rinnovabile è quasi triplicata, mentre la produzione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%. Nel 2025, la potenza efficiente lorda in Italia ha raggiunto quasi 82 GW (+44,3% rispetto al 2020) e risultano oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile già contrattualizzata che entreranno in esercizio nei prossimi anni. 

Il significativo sviluppo delle rinnovabili permette quindi di abbattere i costi di produzione, rispettare i target ambientali di sostenibilità e rafforzare la sicurezza energetica del Paese, avendo ridotto la dipendenza energetica di circa nove punti percentuali tra il 2010 e il 2024. 

La strada da fare è senz’altro ancora lunga, visto che il sistema rimane ancora significativamente esposto alla volatilità del prezzo del gas, il quale – nel 2024 – ha determinato il prezzo elettrico per oltre il 60% delle ore. Un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili presenta nuove sfide e complessità di esercizio in termini di regolazione di frequenza e tensione, cui occorre far fronte con investimenti adeguati in risorse umane, competenze, asset e tecnologia. 

Per questo le attività di Terna degli ultimi anni sono state finalizzate a permettere una maggiore integrazione delle rinnovabili in condizioni di sicurezza di esercizio e di adeguatezza del sistema elettrico. 

Efficienza
In Italia, la rete gestita da Terna si distingue per livelli elevati di efficienza, qualità del servizio e sicurezza, con un costo di trasmissione tra i più bassi in Europa: 11,2 €/MWh nel 2024, inferiore a Francia (12,1 €/MWh), Spagna (15 €/MWh) e alla media europea (16,5 €/MWh). 

Gli investimenti del gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia guardano con lungimiranza sia al breve che al medio-lungo termine. Il Piano di Sviluppo decennale di Terna prevede investimenti per 23 miliardi di euro entro il 2034, con un incremento della capacità di scambio di energia di circa 15 GW e il potenziamento delle interconnessioni con l’estero. 

Il sistema elettrico italiano è caratterizzato da elevata efficienza nella pianificazione degli investimenti per integrare nuova generazione rinnovabile: il costo unitario per GW è circa due volte inferiore ai valori di Germania, Francia e Regno Unito. Nel breve-medio termine, le fonti rinnovabili sono quindi fondamentali per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e contenere i costi dell’energia, avendo raggiunto la piena maturità commerciale e tecnologica. 

Spostando l’attenzione al medio-lungo termine (2040- 2050), lo studio evidenzia l’importanza di garantire un mix bilanciato tra sole e vento e l’opportunità di prevedere un contributo pari al 10-15% da tecnologie programmabili a basse emissioni, per assicurare sostenibilità economica e sicurezza del sistema elettrico. Un percorso che contribuirà a rafforzare la competitività e l’autonomia energetica dell’Italia di domani.

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