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Plastic tax, come cambia la tassa sulla plastica nella manovra 2020

Plastic tax, come cambia l'imposta più discussa della manovra

Di Donato De Sena
Pubblicato il 6 Nov. 2019 alle 13:23
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Immagine di copertina

Plastic tax, come cambia

La maggioranza di governo è pronta a cambiare la plastic tax, una delle misure più discusse della manovra economica 2020, ora all’esame del Parlamento. Dopo il pressing di imprese, consumatori e parti politiche la tassa sulla plastica potrebbe subire modifiche nell’importo o nel campo di applicazione.

Cosa prevede la tassa sulla plastica ora

Nel disegno di legge di Bilancio arrivato in Senatom la plastic tax è un’imposta di un euro al kg su imballaggi e prodotti monouso che non viene applicata alle plastiche compostabili, riciclabili e biodegradabili.

La tassa è stata inserita in manovra con lo scopo di favorire un’economia più sostenibile e una conversione dell’attuale sistema produttivo. Verrà pagata al momento della produzione e dell’importazione in Italia ma non sarà dovuta per le plastiche esportate dal produttore.

Gli esponenti del governo hanno spiegato che la plastic tax si applicherà a bottiglie di plastica, buste come quelle solitamente utilizzate per l’insalata, vaschette per gli alimenti in polietilene. Ma sarà in vigore anche per il tetrapak del latte o i contenitori dei detersivi. Saranno soggetti alla plastic tax anche polistirolo, tappi ed etichette di plastica. Saranno anche escluse specifiche categorie di prodotti, come le siringhe, e prodotti riutilizzabili come le taniche o i contenitori per la custodia di oggetti.

Plastic tax nella manovra 2020, favorevoli e contrari: le posizioni di governo, consumatori e imprese

Nei giorni scorsi il Ministero dell’Economia Roberto Gualtieri ha fatto sapere che la tassa colpirà “la vaschetta per prodotti alimentari che si trovano al supermercato ma non i contenitori domestici per il frigorifero; il bicchiere di plastica usa e getta ma non quello di plastica progettato per essere messo a tavola e utilizzato un numero indefinito di volte”. La plastic tax – ha aggiunto – “è limitata e commisurata al peso della plastica e quindi volta a incentivare la riduzione di plastica monouso introdotta, mentre non tocca le bioplastiche”.

Come cambia

Al Ministero dell’Economia si stanno studiando le possibili modifiche alla plastic tax mentre il disegno di legge di di Bilancio è sul tavolo della commissione Bilancio del Senato.

Uno dei correttivi che vengono presi in considerazione prevede maggiori incentivi per favorire gli investimenti delle imprese nell’acquisto di macchinari e competenze necessarie a concentrare la produzione su prodotti riciclabili. Altro possibile correttivo riguarderebbe invece la ridefinizione dei prodotti tassabili. Lo scopo in questo caso è quello di fissare confini chiari che escludano dalla tassa i prodotti con percentuali di materia prima riciclata e sui manufatti davvero monouso.

Altra ipotesi di modica riguarda il valore dell’imposta, che, come detto è stata fissata in un euro al kg. Si tratta del punto più controverso, perché per i produttori in assenza di modifiche potrebbero anche raddoppiare i costi di produzione. Si valuta anche l’ipotesi di dimezzare il balzello. Questo terzo aspetto viene ovviamente affrontato tenendo conto anche delle coperture che bisognerà trovare. Dove prendere i soldi per coprire il mancato gettito? Su questa domanda rischia di accendersi un nuovo scontro nella maggioranza.

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