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Istat, dati sull’andamento dell’economia a giugno: “Deboli livelli produttivi ma il lavoro migliora”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 5 Lug. 2019 alle 12:31 Aggiornato il 5 Lug. 2019 alle 12:32
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Credit: ANSA

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L’andamento dell’economia di giugno, secondo l’Istat, è stato segnato da una dicotomia: una fase di debolezza dei ritmi produttivi e il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie. L’Istituto Nazionale di Statistica specifica, nella nota relativa allo scorso mese: “l’indicatore anticipatore conferma uno scenario a breve termine caratterizzato dalla debolezza dei livelli produttivi”. Ma alla situazione si associano “miglioramenti sul mercato del lavoro e del potere d’acquisto delle famiglie”.

Sul fronte occupazionale, le dinamiche appaiono variegate. “A fronte di una diminuzione delle attese sull’occupazione per la manifattura e le costruzioni si è registrato un miglioramento di quelle nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio”, afferma l’Istituto di ricerca e statistica.

Nel mese di aprile, e per il secondo mese consecutivo, l’indice della produzione industriale ha segnato una diminuzione, e ha interrotto la tendenza positiva evidenziata nei primi mesi dell’anno.

Sul fronte lavoro invece, “a maggio, è proseguito l’aumento del numero di occupati in presenza di una forte riduzione del tasso di disoccupazione”. Quindi, rimarca l’Istituto, “nel mercato del lavoro si sono intensificati i segnali positivi”.

E, specifica, “la ricomposizione favorevole tra occupazione e disoccupazione appare evidente anche considerando le medie degli aggregati riferiti a gennaio-maggio. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di una lieve riduzione della forza lavoro (-0,2 per cento) si è registrato un miglioramento dell’occupazione (+0,5 per cento) e una marcata riduzione della disoccupazione (-6,1 per cento)”.

Nessuna sorpresa suo prezzi: “l’inflazione italiana si mantiene su tassi moderati e inferiori a quelli dell’eurozona”.

Istat andamento economia giugno –  L’Istat rivela la sua analisi anche sull’economia internazionale: “I segnali di ripresa dell’economia internazionale appaiono episodici e nel complesso i dati hanno segnalato tendenze meno positive rispetto alle attese, sia nei paesi emergenti sia in quelli avanzati”.

“Le previsioni per l’area dell’euro indicano un possibile rallentamento nel secondo trimestre”, ha specificato l’Istituto, ricordando come secondo le previsioni elaborate da Ifo, Kof e lo stesso Istat nell’Eurozone Economic Outlook, “il Pil dell’area dell’euro è atteso rallentare nel secondo trimestre”.