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Ex Ilva, Landini: “Mittal deve rispettare l’accordo, l’ingresso dello Stato può essere il segnale che l’Italia vuole continuare a produrre acciaio”

Sindacati in piazza a Roma, il leader della Cgil: "La piena occupazione e i livelli di produzione non possono essere messi in discussione"

 

 

Ex Ilva, Landini: “Arcelor Mittal deve rispettare l’accordo”

Sì all’ingresso dello Stato, ma Arcelor Mittal deve rispettare l’accordo che ha sottoscritto a novembre 2018 con il Governo italiano. Questa la posizione del leader della Cgil, Maurizio Landini, sull’ex Ilva di Taranto. Nella mattina di oggi, martedì 10 dicembre, i sindacati hanno manifestato a Roma, in piazza Santi Apostoli, per chiedere una soluzione alla tormentata vicenda. Una soluzione che non può essere certamente il piano industriale presentato la scorsa settimana da Mittal, che prevede tra le altre cose 4.700 esuberi.

“Deve essere chiaro che per noi i livelli di produzione e la piena occupazione sono due temi che non possono essere messi in discussione”, mette subito in chiaro Landini.

“Arcelor Mittal c’è ancora, pensiamo che bisogna far applicare l’accordo che ha fatto, è troppo comodo pensare di andarsene”, osserva il leader della Cgil. “Arcelor Mittal si è presa un impegno e deve sapere che nel nostro paese gli accordi si rispettano”.

Nelle ultime ore è tornata forte l’ipotesi di un intervento dello Stato nel salvataggio dell’acciaieria più grande d’Europa.

“L’ingresso dello Stato può essere un messaggio per dire che non è vero che non vogliamo più produrre acciaio”, sottolinea Landini. “Il problema è che le imprese devono avere anche una responsabilità sociale e non solo pensare al profitto: devono pensare anche al rilancio della produzione e della qualità del lavoro”.

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