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Gas, continua la folle corsa dei prezzi: verso il cdm la prossima settimana. Le possibili misure

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Gas, continua la folle corsa dei prezzi: verso il cdm la prossima settimana. Le possibili misure

No allo scostamento di bilancio. Sarebbe questo l’orientamento del governo in risposta alla crisi energetica, precipitata dalla corsa senza sosta del gas. Il costo della materia prima continua a far registrare ogni giorno nuovi record: oggi, sul mercato di riferimento di Amsterdam, ha sfondato per la prima volta quota 340 euro al MWh, prima di ripiegare a poco oltre i 300 euro, oltre 11 volte il livello di un anno fa.

L’intervento del governo è atteso per la settimana prossima, quando il consiglio dei ministri si riunirà per esaminare un nuovo provvedimento per contenere le ricadute di un’emergenza che rischia di travolgere diversi settori, oltre ad affossare i risparmi dei consumatori.

Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, al primo punto ci sarà l’aumento del credito d’imposta che compenserà parzialmente i maggiori oneri sostenuti nell’acquisto del gas. Con il decreto Aiuti bis il credito era già arrivato al 25 percento: con il nuovo provvedimento la percentuale potrebbe arrivare al 30. Non al 50 percento come chiesto da Enrico Letta e da associazioni di categoria, un livello che secondo i calcoli del Tesoro comporterebbe una spesa eccessiva.

Il governo infatti non intende assecondare le richieste di aprire a uno scostamento di bilancio, fatte già da Lega, Movimento 5 stelle e Azione. L’esecutivo si prepara però a licenziare i decreti attuativi per sbloccare la vendita a tariffe di ridotte di gas prodotto in Italia e di energia rinnovabile, acquistati tramite il Gestore dei servizi energetici. Provvedimenti già inclusi nel decreto Bollette della scorsa primavera ma a cui finora il governo non aveva dato seguito. Con il varo dei decreti ministeriali, le aziende che ne avranno titolo potranno ottenere a prezzi calmierati gas prodotto in Italia e anche energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Entrambe le forniture sarebbero acquistate con contratti a lungo termine dal Gse, società controllato dal Tesoro.

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