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Home » Economia

Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo: “Il risparmio è un tema di sicurezza nazionale”

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Il risparmio è un tema di “sicurezza nazionale”, ha affermato Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, intervistato in occasione del 129° Consiglio nazionale della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani), sottolineando anche come andrebbe tenuto, reinvestito e utilizzato per supportare gli investimenti “all’interno del proprio Paese”.

Con riferimento alle aggregazioni in corso nel settore bancario, Messina ha ribadito la necessità che i deal creino valore, indicando come potenziali “aree di interesse” per Intesa Sanpaolo l’asset management e il private banking.

Riaffermato con forza l’impegno per la “cura delle persone” che lavorano nella Banca, da cui discende anche il più ampio impegno di Intesa Sanpaolo a contrasto di povertà e disuguaglianze.

Le “considerazioni che riguardano il risparmio” sono un tema di “sicurezza nazionale”, così come “la modalità con cui viene finanziato un debito pubblico”, ha spiegato Messina. “Il risparmio è una cosa che dovrebbe essere tenuta il più possibile all’interno del proprio Paese, reinvestito nel proprio Paese e dovrebbe andare a sostenere quelli che sono gli investimenti all’interno del proprio Paese”, ha sottolineato il Ceo nel suo intervento. Intesa Sanpaolo è “un soggetto di sicurezza nazionale”, gestendo €1. 400 miliardi di risparmi degli italiani.

“I processi decisionali nascono prima di tutto valutando le implicazioni sulla creazione di valore”, ovvero se attraverso un’operazione di M&A “puoi creare valore oppure no” per gli azionisti, ha aggiunto Messina. A queste si accompagnano “considerazioni di vigilanza”, considerazioni “collegate con l’antitrust”, e oggi anche di natura geopolitica, ovvero “di sicurezza nazionale”: “il Golden Power è qualcosa che oggi fa parte del nuovo mondo”. Per Intesa Sanpaolo le “aree di interesse” in ambito M&A potrebbero essere “l’asset management e il private banking”, anche se “i target in questi ambiti sono estremamente limitati e con poca capacità di poter creare valore”. Intesa Sanpaolo invece può contare su “un modello di business che consente di generare utili con poco assorbimento di capitale”, perché orientata “verso i business commissionali, risparmio gestito, i business assicurativi” con una “capacità di generare capitale in via continuativa”.

Come CEO del primo datore di lavoro privato in Italia, ha spiegato Messina, “il mio primo obiettivo è prendermi cura delle persone che ci lavorano” e anche con il prossimo Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo la direzione sarà quella di non vedere “mai nessuno forzato a lasciare la banca”. Per fare ciò, è stato ed è necessario “inventare dei nuovi mestieri” perché se in un’azienda “è inevitabile che i processi debbano portare verso l’efficienza”, è anche necessario “garantire dignità alle persone” che vi lavorano. Il contributo di questi nuovi mestieri può essere “economico, se sono nuovi business”, oppure, come nel caso delle attività sociali, di “reputazione”, generando soddisfazione nel “fare qualcosa per le persone che hanno più bisogno”. “La volontà di riuscire a fare qualcosa per chi ha più bisogno” si traduce anche in azioni “al di fuori della banca”, con l’impegno di Intesa Sanpaolo per il Sociale: “lavorare per la povertà, le disuguaglianze è stata un’altra delle priorità” che ha portato la banca ad essere “un punto di riferimento, ma non solo europeo”.

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