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Zerocalcare cambia idea: “Torno al Salone del Libro, basta normalizzare i fascisti”

Di Francesca Ceccarelli
Pubblicato il 9 Mag. 2019 alle 12:38 Aggiornato il 9 Mag. 2019 alle 12:39
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Immagine di copertina
Zerocalcare

Zerocalcare Salone del Libro 2019 | “I nazisti stanno a casa e quindi ci vediamo al Salone del Libro. Bye bye miss american pie”: con un tweet Michele Rech, alias Zerocalcare, annuncia la sua presenza al Salone del Libro dopo la polemica alzata nei giorni scorsi rispetto la presenza della casa editrice AltaForte, di matrice fascista, alla manifestazione torinese. [Qui l’articolo sulle polemiche]

Tutto quello che c’è da sapere sul Salone del Libro 2019

Il noto fumettista romano non era stato il solo a dichiarare pubblica defezione del Salone libro: con lui anche il collettivo di scrittori Wu Ming che alla pubblica denuncia di presenze neo-fasciste dell’ormai ex consulente del Salone Christian Raimo avevano deciso di non partecipare alla kermesse.

Polemiche sui fascisti al Salone del Libro: chi sono gli intellettuali pro e contro lo stand di Casapound

A sancire la quiete dopo la tempesta erano arrivate anche le parole del direttore del Salone Nicola Lagioia che sempre ai social affida il suo commento: “Questa esperienza deve unirci…Il Salone del Libro di Torino è un luogo di scambio, di confronto, di condivisione, di festa…. Le polemiche che si sono accese per la presenza di una casa editrice i cui animatori, in nome del fascismo, hanno rilasciato dichiarazioni che si commentano da sole, pongono un tema. Se il Salone è diventato l’occasione per affrontare questo tema, rilanciandolo oltre che al mondo della cultura a quello della politica, allora la cultura sarà davvero servita a qualcosa”.

Non sembra aver recepito il messaggio e la comunicazione ufficiale di organizzatori e autorità locali Francesco Polacchi, l’ormai celebre editore di Altaforte che ribadisce la sua ferma volontà di essere presente alla manifestazione culturale torinese: “Ci sarò, non mi piego al pensiero unico… se avete a cuore la libertà d’espressione vi aspetto. I libri non devono conoscere censura”.

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