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Zerocalcare boicotta il Salone del Libro: “Ogni volta che vado a pisciare non voglio incrociare chi ha accoltellato i miei fratelli”

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 6 Mag. 2019 alle 13:56 Aggiornato il 6 Mag. 2019 alle 19:32
Immagine di copertina
Zerocalcare

Salone del libro 2019 Zerocalcare – “Ciao, non sarò al Salone del Libro la settimana prossima”. Così Zerocalcare annuncia la defezione alla kermesse letteraria torinese e si aggiunge all’elenco di nomi che hanno scelto di boicottare la manifestazione.

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Prima di lui, il collettivo di giornalisti Wu Ming e lo storico e saggista Carlo Ginzburg. Quella di Wu Ming – che ha aperto e alimentato la discussione prendendo posizione netta sull’inopportunità di partecipare al Salone del Libro di Torino per la presenza dello stand della casa editrice sovranista Altaforte – la questione è semplice: “Mai gomito a gomito con i neofascisti: Altaforte è di fatto la casa editrice di CasaPound”.

Carlo Ginzburg ha detto di “condividere pienamente” le motivazioni di Wu Ming: “Annullo la mia partecipazione, per una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità”.

Salone del Libro, Zerocalcare rinuncia

Si aggiunge alla lista il fumettista di Rebibbia Zerocalcare, che su Twitter pubblica gli screenshot dei messaggi inviati al collega Giacomo Bevilacqua, in cui spiega perché mancherà all’appuntamento letterario torinese.

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“Non è stata una decisione semplice e non mi bastano 140 caratteri a spiegarla, quindi posto gli screenshot del testo esteso mandato al mio correttore di bozze”. Per Zerocalcare Torino sarebbe potuta essere una bella occasione per incontrare ancora i suoi fan, ma la scelta arriva alla luce di un crescendo di situazioni inaccettabili, per il fumettista romano.

“Ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale”.

“Non faccio jihad, non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del salone del libro e su cui spero continueremo a misurarci perché la partita non si chiude così”, scrive Zerocalcare, che aggiunge: “Qua ogni settimana spostiamo l’asticella più in là”.

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