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Salone del Libro, il collettivo Wu Ming annulla la sua partecipazione: “Mai dove ci sono i fascisti”

Di Maria Elena Gottarelli
Pubblicato il 6 Mag. 2019 alle 10:23 Aggiornato il 6 Mag. 2019 alle 17:53
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Immagine di copertina
Wu Ming rifiuta di partecipare al Salone del Libro di Torino per via della presenza del libro di Salvini edito da Altaforte

Salone del Libro 2019 Wu Ming – Dopo il via libera del comitato editoriale del Salone del Libro di Torino alla presentazione del libro-intervista di Matteo Salvini edito da Altaforte (casa editrice attigua a CasaPound), il collettivo di scrittori Wu Ming ha annunciato che non parteciperà all’evento, come precedentemente previsto.+

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Wu Ming 4 avrebbe dovuto presentare l’antologia di suoi scritti su “J.R.R. Tolkien Il Fabbro di Oxford” edito da Eterea il prossimo 12 maggio a Torino. “La presentazione è annullata”, ha fatto sapere il collettivo, per poi precisare: “Il Salone avrà uno stand Altaforte, di fatto la casa editrice di CasaPound. Nei giorni scorsi la notizia ha suscitato molte critiche ed esortazioni a tenere fuori dalla kermesse una presenza platealmente neofascista. E come ha risposto il Comitato d’indirizzo del Salone? Con un comunicato che in sostanza dice: CasaPound non è fuorilegge, dunque può stare al Salone, basta che paghi”.

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Il collettivo bolognese rimprovera al direttore editoriale Nicola Lagioia di avere fatto marcia indietro su questa delicata questione. Nei giorni scorsi, Lagioia aveva pubblicato su Facebook un “comunicato” in cui prendeva le distanze dall’iniziativa di presentare il libro di Salvini al Salone, salvo poi precisare che “la stesura del programma prevede com’è naturale una discrezionalità di chi se ne occupa”.

Di fronte alla decisione finale di concedere a Altaforte uno stand a Torino in nome del pluralismo, i Wu Mings hanno risposto con un comunicato ufficiale: “Per rigettare il fascismo non serve un timbro della questura. Il direttore editoriale Nicola Lagioia aveva detto cose giuste sulla presenza della casa editrice, indebolite dalla chiusura. La decisione è stata presa: quella di scrivere, a futura memoria, una nuova pagina nera – o bruna – nella storia di come fu normalizzato il neofascismo”.

“A Torino si è compiuto un passo ulteriore nell’accettazione delle nuove camicie nere sulla scena politico-culturale italiana. Accettazione che da anni premia soprattutto i fascisti di CasaPound, sempre intenti a rappresentarsi come ‘carini e coccolosi’, immagine che stride con la frequente apparizione di loro militanti in cronaca nera e anche giudiziaria – si veda, ad esempio, il recentissimo episodio di Viterbo”.

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Il gruppo di scrittori menziona tra gli sponsor di questa accettazione il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che pubblica un libro intervista con Altaforte e così facendo si posiziona “accanto a quaderni di ‘mistica fascista’ e biografie apologetiche di squadristi, gerarchi del ventennio, boia repubblichini e collaborazionisti vari”.

Wu Ming ha infine espresso la sua solidarietà all’ormai ex membro del comitato editoriale Christian Raimo, che ha deciso di dimettersi negli scorsi giorni in seguito alle pesanti critiche che la sua presa di posizione in merito alla faccenda aveva suscitato.

“Non abbiamo intenzione di condividere alcuno spazio o cornice con i fascisti. Mai accanto a loro. Per questo non andremo al Salone del Libro”, hanno concluso i Wu Ming.

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