#leparolevalgono, la Treccani lancia una campagna per ridare valore alle parole

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 12 Giu. 2019 alle 12:27 Aggiornato il 12 Giu. 2019 alle 12:28
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Immagine di copertina
Credits: Enciclopedia Italiana Treccani

Treccani le parole valgono – #parolevalgono è un progetto lanciato, nell’ottobre 2015, da Treccani per ridare valore alle parole che usiamo.

Nella sezione dedicata del sito è stato chiesto a testimonial famosi, come per esempio Francesco Totti, Vasco Rossi, Cristiana Capotondi e Luciana Litizzetto, di scegliere la loro “parola che vale” e quella che in qualche modo ha cambiato loro la vita.

Il rocker di Zocca ha optato per “spericolata”, la comica per “resilienza”, l’ex capitano della Roma per “famiglia”, l’attrice romana per “umiltà”. In tempo di esame di maturità (gli scritti inizieranno mercoledì 19 giugno) è stata dedicata una sezione apposita: le parole della maturità.

La grande novità di quest’anno scolastico è rappresentata dal nuovo esame di maturità che conclude gli studi delle scuole medie superiori. Ma già adoperando le locuzioni “esame di maturità”, comunemente “maturità”, e “scuola media superiore”, non si è più al passo con i tempi e soprattutto con la terminologia ufficiale.
L’esame di maturità non esiste più dalla fine degli anni Novanta del Novecento. Ora diciamo, rispettando il dettato ufficiale, “esame di Stato di istruzione secondaria di secondo grado” o anche “esame di Stato del secondo ciclo” (che non prevede più, da quest’anno, la terza prova).
Analogamente, la “scuola media inferiore” (nella lingua comune: “le medie”; “la prima media”, ecc.), che aveva i suoi esami (gli esami delle medie), oggi si chiude con l’”esame di Stato di istruzione secondaria di primo grado” o anche “esame di Stato del primo ciclo”.
Teniamo presente che la lingua di tutti i giorni, recepita anche dai mezzi di comunicazione, può impiegare un po’ di tempo nell’assorbire parole nuove. E forse, in alcuni casi, le parole radicate nell’uso da decenni potrebbero perfino risultare insostituibili, almeno nel breve/medio periodo.
Di seguito qualche parola o locuzione che caratterizza la scuola e gli studenti al tempo degli esami del 2019.

Traccia: Nel linguaggio scolastico, la traccia non è altro che il titolo, articolato, di un tema da svolgere o affrontare. Una traccia si sviluppa. L’esame di Stato del 2° ciclo, naturalmente, non fa altro che proporre numerose tracce, segnatamente per la prima prova scritta, quella d’italiano.

In particolare, nelle tre tipologie previste per la prova, le tracce sono sette: due per l’analisi del testo (prima tipologia), tre per il testo argomentativo (seconda tipologia), due per il tema d’attualità (terza tipologia).

La locuzione tema d’attualità ci rammenta che nella tecnocratizzazione montante dell’attività scolastica e del linguaggio che la riguarda, a scuola, durante l’anno, non si fanno più i compiti in classe d’italiano con il classico tema (da svolgere), ma delle verifiche scritte, le quali riguardano anche altre materie (a cominciare dalle lingue e dalla matematica).

Le interrogazioni sono ora verifiche orali. Siamo un popolo di poeti di artisti di eroi  di santi di pensatori di scienziati  di navigatori di trasmigratori. E di tecnocrati.

Maturando: Aggettivo (gli allievi maturandi della V C) e, più spesso, sostantivo, questo vocabolo (attestato per la prima volta nell’italiano scritto nel 1931) significa ‘che, chi deve sostenere o sta sostenendo l’esame di maturità’. Maturando rimanda quindi al “prima”, agli ordinamenti ministeriali di un tempo, di cui è però impregnata la memoria di più generazioni.

Tanto ne è impregnata, che si perpetua l’uso della parola: «La seconda prova? Quest’anno sarà il 20 giugno e per la prima volta gli studenti dovranno cimentarsi con più materie.

L’elenco è uscito lo scorso gennaio, pubblicato dal Miur che ha proposto ai maturandi due simulazioni il 28 febbraio e il 2 aprile» (repubblica.it, 22 maggio 2009; link). Ricordiamo che la locuzione esame di maturità è attestata per la prima volta nella lingua scritta nel 1868 e l’ellissi maturità dalla metà degli anni Sessanta del Novecento. Sono 469.799 i maturandi del 2019.

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