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Gross Domestic Product: il nuovo shop di Banksy a Londra

Il negozio sarà aperto per due settimane e funge da vetrina per le opere dell'artista, che si potranno acquistare solo online

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 2 Ott. 2019 alle 14:38 Aggiornato il 2 Ott. 2019 alle 19:14
Immagine di copertina

Gross Domestic Product, il nuovo negozio di Banksy a Londra

Apre a Londra il negozio dove è possibile acquistare le opere dello street artist Banksy, Gross Domestic Product (prodotto interno lordo) con cui l’artista vuole provocare, ancora una volta, i meccanismi capitalistici della società occidentale, gli stessi che lo hanno “costretto” ad allestire lo shop. Ma solo per due settimane.

In una nota esposta tra le vetrine del negozio, che occupa l’angolo di un intero isolato a Croydon, quartiere periferico a sud di Londra, l’artista ha fatto sapere che quella di aprire un negozio è stata una scelta obbligata.

“Una società di biglietti d’auguri sta tentando di impugnare i diritti che detengo per la mia arte e sta tentando di utilizzare il mio nome in modo che possano vendere legalmente la loro finta merce firmata Banksy”, si legge nel messaggio. “All’artista hanno consigliato che il miglior modo di evitare che questo si ripeta è di vendere una certa quota di merce con il suo brand originale”.

Per la legge dei marchi, infatti, se un brand non viene usato per scopi commerciali per un certo lasso di tempo, questo può essere rilevato e sfruttato da altre società.

Da qui la decisione di Banksy di aprire uno show room, suo malgrado: da quando ha acquistato popolarità più di 10 anni fa, lo street artist ha sempre evitato di rendere le sue opere oggetto di commercio, e i suoi “quadri” sono stati esposti in modo temporaneo, o venduti per caso e senza precise finalità di business, come è avvenuto una volta per le strade di New York, quando l’autore affidò a un mercante urbano la vendita di alcuni suoi oggetti.

Anche in questo caso, si tratta di un’operazione non convenzionale: l’artista scrive nel messaggio che il negozio resterà aperto per poche settimane e che funge in realtà solo da vetrina. I clienti che desiderano acquistare un’opera devono ricorrere all’e-commerce e ordinare il prodotto online.

A decorare lo shop temporaneo londinese, decine di opere dell’artista, dall’iconico giubbotto anti proiettile con la bandiera della Gran Bretagna prodotto durante l’estate per il rapper Stormzy  in occasione del Glastonbury festival, ai giocattoli in legno che ritraggono famiglie di migranti da caricare su un camion per il trasferimento.

Stormzy e il giubbotto anti proiettile di Banksy

Ed è proprio alla causa dei migranti in viaggio che Banksy ha deciso di devolvere il ricavato delle vendite, in particolare all’acquisto di una nuova nave per la Ong tedesca Jugend Rettet, la cui imbarcazione di salvataggio è stata sequestrata al porto di Lampedusa su provvedimento del gip di Trapani, quando a condurla era la comandante Pia Klemp.

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Nello show room moltissimi altri oggetti d’arredo, compresi i graffiti storici appesi alle pareti e la culla di un bambino circondata da telecamere di video sorveglianza. Tra questi spunta anche un riferimento all’identità nascosta dell’artista, che secondo alcuni sarebbe in realtà Robert Del Naja dei Massive Attack. In un camino dello shop, infatti, si scorge su un cuscino proprio il logo della band britannica.

Ma forse si tratta solo dell’ennesima provocazione.

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