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Chi è Pia Klemp, la capitana della Sea Watch premiata dal comune di Parigi insieme a Carola Rackete

Immagine di copertina

Pia Klemp | Sea Watch 3 | Chi è | Capitana | Ong | Migranti

Pia Klemp è l’ex capitana delle navi Iuventa e Sea Watch.

Come la sua collega Carola Rackete – la capitana della Sea Watch 3 balzata agli onori della cronaca per aver forzato il blocco imposto al porto di Lampedusa mercoledì 26 giugno 2019 – è tedesca, e ha 35 anni.

Carola Rackete: tutto quello che c’è da sapere sulla capitana della Sea Watch 3

Nata a Bonn, in Germania occidentale, Pia Klemp ha studiato biologia per poi iniziare una carriera di attivista in progetti per la conservazione della fauna marina.

Nel 2011 entra a far parte del gruppo ambientalista Sea Shepard, che “pratica la tattica dell’azione diretta per investigare e agire al fine di impedire e mostrare al mondo le attività illegali in alto mare”. Con questa organizzazione ottiene il brevetto di capitano.

Nel 2017 decide di cambiare ambito, e di sfruttare l’esperienza a bordo della Sea Shepard per una causa diversa e attuale: il salvataggio dei migranti che annegano nel tentativo di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo centrale.

Passa così alla Ong tedesca Jugend Rettet e conduce la nave Iuventa per due missioni di soccorso nel Mediterraneo centrale durante l’estate del 2017.

Subito dopo la Iuventa viene sequestrata per provvedimento del gip del Tribunale di Trapani con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e Pia passa alla Ong Sea Watch.

Il sequestro della Iuventa faceva parte dell’inchiesta approvata nel 2016 dal governo di Paolo Gentiloni che porterà il tema dei presunti legami tra Ong e trafficanti di migranti libici al centro del dibattito politico italiano.

Pia Klemp carriera | La sua storia | Chi è | Sea Watch 3

Pia nel frattempo diventa responsabile delle prime quattro missioni di soccorso della nave Sea Watch, ma a giungo del 2018, dopo aver salvato diverse migliaia di profughi in mare, Klemp apprende che le autorità italiane stanno indagando su di lei e su altri volontari di varie navi. La sua attività così si arresta.

Secondo le informazioni che Pia Klemp ha avuto dal suo avvocato, almeno quattro diverse autorità investigative italiane hanno lavorato sul suo conto e su quello del suo equipaggio, compresi i servizi segreti italiani.

In un’intervista rilasciata al quotidiano Basler Zeitung, Klemp ha dichiarato che il processo a suo carico inizierà a breve.

L’inchiesta deve determinare se il capitano Pia Klemp abbia “collaborato” con i contrabbandieri libici per salvare i migranti presi in mare con la sua nave e, in tal caso, secondo quanto dichiarato dal suo avvocato, rischierebbe fino a 20 anni di carcere per essere stata “complice dell’immigrazione clandestina”.

“Non andrò mai in prigione per aver salvato persone in difficoltà”, ha dichiarato Klemp in un’intervista al Guardian.

Migranti: Pia Klemp, ex capitano delle navi Iuventa e Sea Watch, rischia 20 anni di carcere

Pia Klemp | Carola Rackete | Premio comune di Parigi

Pia credeva di essere solo un soccorritore umanitario, e per questo motivo insieme a Carola Rackete verrà premiata dal comune di Parigi con la medaglia Grand Vermeil, la massima onorificenza del Comune parigino.

La medaglia vuole simboleggiare “la solidarietà e l’impegno di Parigi per il rispetto dei diritti umani” e va alle due operatrici umanitarie tedesche “ancora perseguite dalla giustizia italiana”, si legge nella nota diffusa venerdì 12 luglio 2019 dal comune.

Il Comune di Parigi premia Carola Rackete. Salvini: “Non hanno niente da fare”

Nel frattempo, la comandante tedesca di 31 anni che ha forzato il blocco imposto nelle acque territoriali del porto di Lampedusa per condurre in un porto sicuro i migranti salvati al largo delle coste libiche, Carola Rackete, si trova in una località segreta e attende di essere interrogata dalla Procura di Agrigento, dove è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

“Mi piacerebbe dire di essere rimasta sorpresa da quanto successo a Carola Rackete”, ha detto Klemp sulla sua collega. “Ma non lo sono”.

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