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L’isola delle bambole mutilate in Messico

Bambole consumate dal tempo, sporche e mutilate, sono state ammassate su un'isola da un contadino

Di TPI
Pubblicato il 27 Ott. 2017 alle 14:39 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:03
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Immagine di copertina

Le bambole, giocattoli amati da milioni di bambine in tutto il mondo, possono assumere un aspetto inquietante se si presentano abbandonate o danneggiate.

Per questa ragione è degno di un film dell’orrore il panorama che appare a chi va in visita all’Isla de las Munecas, nel lago di Xochimilco, a pochi chilometri da Città del Messico.

Si tratta di un’isola artificiale – una chinampa – costruita ai tempi degli aztechi per ottenere terreno da destinare all’agricoltura, oggi caduta in rovina e circondata da semplici canali anziché dal vecchio lago.

Ma ciò per cui quest’isola è diversa dalle altre è la presenza di centinaia di bambole abbandonate, spesso mutilate e sporche, che giacciono lì da decenni e che hanno fatto sì che questo luogo prendesse il nome di Isla de las Munecas, ovvero isola delle bambole.

Ma come mai questi giocattoli si trovano qui?

Per rispondere a questa domanda, bisogna conoscere la storia di Don Julian Santana Barrera, un contadino proveniente dalla vicina città di La Asuncion che negli anni Cinquanta decise di trasferirsi su quest’isola.

Un giorno, però, trovò il cadavere di una bambina annegata, e decise di collocare una bambola in quel luogo perché l’anima della piccola potesse trovare pace.

Tuttavia, Santana Barrera non riusciva a non pensare a quella bambina, di cui diceva di sentire i passi e le grida. Per questo, iniziò in maniera ossessiva a cercare bambole, che collocò in maniera altrettanto ossessiva nell’isola, al punto che oggi se ne contano un centinaio.

Il destino volle che come la bambina, anche Santana Barrera morisse annegato nei canali che circondano l’isola. Tuttavia le bambole sono rimaste là, nel totale abbandono della zona, impolverandosi e rompendosi per via del tempo, dell’incuria e delle intemperie, e creando un panorama degno di un film dell’orrore.

Un luogo che inevitabilmente ha attratto l’attenzione di curiosi, di fotografi in cerca di un immagini insolite e di amanti del paranormale, che sostengono si possano ancora udire i passi e le grida della bambina.

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