L’editoriale di Vittorio Feltri sulla scuola di Roma che divide per ceto sociale

Il giornalista commenta le reazioni alla notizia dell’Istituto comprensivo Via Trionfale di Roma che, sul proprio sito ufficiale, suddivideva i suoi plessi in base al ceto sociale dei suoi studenti

Di Marco Nepi
Pubblicato il 17 Gen. 2020 alle 13:49
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L’editoriale di Vittorio Feltri sulla scuola di Roma che divide per ceto sociale

“Vi sono istituti frequentati dalla borghesia e altri i cui allievi sono di estrazione sociale bassa. Questa è la verità ed è da fessi contestarla. Va da sé che nei primi il livello qualitativo dell’ istruzione è elevato (non esageriamo, forse è solo accettabile), mentre nei secondi è un casino infernale poiché gli studenti, essendo poveracci, non riescono a imparare molto”.

Un editoriale, quello del direttore di Libero Vittorio Feltri, nel quale il giornalista commenta le reazioni alla notizia dell’Istituto comprensivo Via Trionfale di Roma che, sul proprio sito ufficiale, suddivideva i suoi plessi in base al ceto sociale dei suoi studenti. ‘

Una descrizione, poi rimossa anche su solletico del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, nella quale, in sostanza, si suddividevano e presentavano i vari plessi scolastici in base all’estrazione sociale dei ragazzi e delle loro famiglie.

Giusto dire che l’ educazione dovrebbe essere uguale per tutti e a tutti ha l’ obbligo di impartire lezioni idonee. Tuttavia questa è solo una aspirazione e non un dato di fatto. La verità è che se la società non è omogenea, neppure la formazione può esserlo per scontati motivi”, prosegue Feltri.

“Se in una classe di venticinque alunni, quindici sono immigrati o sfigati di periferia, il grado culturale complessivo della medesima non sarà eccelso. Ovvio. Lo capisce chiunque. Se invece un’aula è piena di ragazzi che abitano in quartieri di lusso e hanno una famiglia di gente laureata e munita di una bella libreria, è fatale che esprima soggetti di buona caratura. Questo concetto non ci sarebbe neanche bisogno di precisarlo”, va avanti il diretto di Libero.

La scuola pubblica italiana avrà molti problemi e carenze ma il corpo insegnanti è composto da tante persone che hanno una preparazione invidiabile che trasmettono a tutte le tipologie di alunni in qualunque tipo di istituto si trovino a insegnare: dalla scuola del centro di Roma a quella dell’estrema periferia.

Non c’è battaglia più importante del libero accesso allo studio, allo studio di qualità e il direttore di un giornale che fa informazione dovrebbe per primo non arrendersi allo status quo, ove si presenti.

Specie un direttore che per sua stessa ammissione racconta di essere “nato con le pezze sul sedere” e di essersi arrangiato per conto suo.

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