Il virologo Palù: “Dovremo convivere col Covid. Il sospetto che non sia naturale non è eresia”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 2 Set. 2020 alle 09:21
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“È un Coronavirus che infetta la specie umana destinato a durare per generazioni”: così il virologo Giorgio Palù, 71enne virologo dell’Università di Padova ed ex presidente della Società europea di virologia, commenta in un’intervista alla Stampa l’evoluzione della pandemia.

“Il sospetto che il Sars-Cov-2 non sia naturale non è un’eresia. Contiene innesti che possono arrivare dagli animali, ma anche dall’uomo. Non va dimenticato che viene dalla Cina, che è stato taciuto per mesi con la disattenzione dell’Oms e che anche nel 2002 per Sars-Cov-1 i cinesi stettero zitti a lungo”.

E a chi gli domanda cosa stia accadendo in questo momento, Palù risponde: “Come nei fenomeni fisici la pandemia si sparge da est a ovest e da nord a sud, attenuandosi col caldo e riemergendo col freddo. È un Coronavirus che infetta la specie umana destinato a durare per generazioni. Ha una mortalità del 3,8 per cento contando i positivi al tampone, ma dell′1,5 se si calcolano tutti i contagiati. Lo scenario probabile è che rimanga senza diventare più virulento, coesistendo con l’uomo fino al vaccino o a un farmaco specifico. Questo non vuol dire che possiamo dormire sonni tranquilli”.

Il virologo si esprime anche sulla pericolosità del virus, che il professor Alberto Zangrillo aveva dichiarato ormai inferiore: “Rispetto al virus iniziale di Wuhan, per la verità, quello che gira in Italia ha un’unica mutazione dimostrata che gli conferisce più contagiosità. Non sappiamo se successivi sviluppi lo abbiano reso meno virulento”, ha affermato Palù.

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