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Variante inglese, Pregliasco a TPI: “Difficile controllarla con le misure in vigore adesso: serve lockdown rigido”

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Il virologo dell'Università degli Studi di Milano e membro del Cts lombardo spiega perché la variante del virus scoperta nei laboratori britannici desta preoccupazione. E come potrebbe prendere il sopravvento

Variante inglese, Pregliasco a TPI

La nuova variante del Coronavirus scoperta nei laboratori del Regno Unito continua a destare preoccupazione. Le autorità sanitarie britanniche, che a partire da metà ottobre hanno assistito a un’impennata della curva del contagio, hanno riscontrato che la malattia generata da questa nuova mutazione nel genoma virale si propaga più velocemente.

Motivo per cui anche negli altri Paesi è stato lanciato l’allarme, e domenica 20 dicembre l’Italia ha imposto la sospensione delle rotte aeree provenienti da Londra. Secondo il virologo dell’Università degli Studi di Milano e membro del Cts di Regione Lombardia Fabrizio Pregliasco “la variante non è più letale né mortalmente più contagiosa”, ma rende necessaria l’imposizione di misure più severe.

Professor Pregliasco, parliamo di questa variante inglese: non è più letale, ma più contagiosa. Che vuol dire e cosa cambia in termini di diagnosi e misure?
Vuol dire che è più complicato attraverso i sistemi di lockdown controllare la malattia, questo è il punto. E le informazioni che ci arrivano dall’Inghilterra ci dicono anche che c’è una presenza a livello di bambini e giovani, qualcosa che può facilitare ampiamente la diffusione della variante. Non è mortale e non mostruosamente più contagiosa ma è un elemento di preoccupazione.

Perché è più difficile controllarla attraverso il lockdown?
Essendo più contagioso il lockdown deve essere più rigido. Se troveremo casi generati da questa variante anche in Italia potrebbe essere necessario ricorrere a una stretta maggiore.

Ma se il virus agisse già in Italia attraverso questa nuova variante, le misure in vigore e in programma potrebbero rivelarsi del tutto insufficienti a fermarne la propagazione.
Intanto menomale che è stato indetto un lockdown più stringente per i giorni di Natale, ma bisogna limitare i viaggi. Oggi a Milano per un appuntamento di lavoro ho visto un traffico micidiale, che non mi aspettavo. Gli assembramenti sono un rischio, ogni contatto interumano rappresenta un rischio: dobbiamo centellinare i contatti.

Come si spiega il fatto che la malattia provocata da questa variante abbia una incidenza maggiore tra bambini e giovani?
Sono prime informazioni che arrivano del Regno Unito e che devono essere verificate. Ma è normale perché il virus trova varianti per propagarsi, e se trova quella giusta si modifica per sopravvivere. Non ha una sua intelligenza, ma si replica commettendo degli errori. Se quello commesso è “migliore” del precedente, prende il sopravvento.

Significa che il virus fa di tutto per propagarsi meglio e cambia pur di adattarsi a un organismo, e quindi sopravvivere?
È un meccanismo casuale, ma in caso di necessità – seguendo il principio di Darwin – il Coronavirus varia commettendo nuovi errori nella replicazione. È come per il Negroni sbagliato: faccio delle prove e poi le metto sul mercato. La variante più buona prende il sopravvento sulle altre, anche se in principio era “sbagliata”.

Dottor Pregliasco, lei ha ricordato che prima di questa variante inglese sono state riscontrate almeno altre 12 varianti del virus, perché allora su questa c’è più allarmismo e clamore?
Perché si è rivelata più fastidiosa e contagiosa.

Se è importante seguire le segmentazioni genomiche c’è la possibilità che in futuro una variazione cambi la letalità e la potenza della malattia?
In genere le varianti migliori sono quelle che si adattano meglio all’ospite, e questo virus l’ha già trovata: il suo gioco è quello di non dare troppo fastidio per replicarsi.

Sarà necessario modificare il vaccino per rafforzare la risposta a questa variante?
Questa nuova modalità di produzione del vaccino con l’Rna si può modificare anche più in fretta rispetto ai metodi normali, dunque se sarà necessario i vaccini di Pfizer o Moderna si potranno adattare alla nuova variante.

Abbiamo visto che il Regno Unito dispone di una fitta rete di laboratori deputati allo studio delle sequenze genomiche, è per questo che la variante è stata scoperta nel Kent?
Anche noi un po’ di sequenziamenti li facciamo, ma loro ne fanno in misura maggiore. E questo ci deve spingerne a farne di più.

Significa che con un consorzio altrettanto solido avremmo potuto scoprire una variante anche in Italia?
No, diciamo che magari è probabile che il virus sia nato lì, perché la curva è peggiorata da un po’ di tempo. Per ora noi abbiamo una situazione relativamente ottimistica di miglioramento.

Leggi anche: 1. Covid, cosa sappiamo finora sulla nuova variante del virus scoperta nel Regno Unito2. Covid, isolato in Italia primo caso della nuova variante inglese 3. Variante Covid, Ricciardi contro gli inglesi: “Sapevano e hanno taciuto per 3 mesi. Ora in Italia serve il lockdown” 4. Variante Covid, pericolo nuova ondata in Italia. Speranza: “Stop ai voli. Non abbiamo altra scelta” 5. Nuova variante Covid in Sudafrica: diversa da quella inglese ma molto contagiosa

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