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Vaiolo delle scimmie, Viola: “Potrebbe dipendere da un calo immunità collettiva”

Immagine di copertina
Credits: ANSA/ANDREA MEROLA

Secondo l’immunologa dell’università di Padova Antonella Viola i casi di vaiolo delle scimmie apparsi anche in Italia potrebbero essere stati causati da “un virus mutato o un generale calo dell’immunità collettiva”. “Questi recenti casi infatti potrebbero dipendere da un cambiamento del virus che è diventato più abile nella trasmissione uomo-uomo. D’altro canto potrebbe giocare un ruolo anche il calo dell’immunità collettiva contro il vaiolo umano, poiché ormai gran parte della popolazione non è vaccinata”, ha spiegato la direttrice scientifica dell’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza in un’intervista a Repubblica.

“La trasmissione del vaiolo delle scimmie può avvenire attraverso scambi di fluidi corporei e nei rapporti sessuali ovviamente questo avviene. Nei rapporti anali il rischio di lacerazioni delle mucose è più alto. Anche nel caso dell’HIV i rapporti sessuali anali sono quelli più a rischio di trasmissione. Tuttavia, il contagio da uomo a uomo può avvenire anche tramite goccioline e con gli indumenti contaminati”, ha aggiunto. Per proteggere la popolazione il vaccino tradizionale contro il “vecchio” vaiolo umano potrebbe funzionare anche quello delle scimmie ma per ora, dice l’esperta, è presto per ripristinarlo.

“Il vaiolo delle scimmie che finora si è manifestato in Europa non sembra grave e i pazienti guariscono nel giro di qualche settimana. Si ritiene che il vaccino Imnavex contro il virus del vaiolo delle scimmie possa aiutare anche ad accelerare la guarigione post-contagio, ma francamente non ci sono dati certi a disposizione”, prosegue l’immunologa. Per quanto riguarda la capacità del sistema sanitario di tracciare i casi, aggiunge che i sintomi del vaiolo delle scimmie sono facili da intercettare: febbre, dolori muscolari, mal di testa e stanchezza. “Un sintomo tipico – nota Viola – è l’ingrossamento dei linfonodi. Le lesioni si manifestano nei giorni seguenti dapprima con un rash cutaneo che poi man mano evolve nella lesione tipica. Con questi sintomi non credo che si faccia fatica a intercettare i casi”.

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