Ancona, uccise figlio di 5 anni: assolto in Appello perché “affetto da delirio mistico religioso”

Besart Imeri, l'uomo che nel 2018 uccise il figlio di 5 anni soffocandolo in auto, è risultato totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 16 Gen. 2020 alle 08:02 Aggiornato il 16 Gen. 2020 alle 08:14
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Uccise il figlio di 5 anni: assolto in Appello perché incapace di intendere

Besart Imeri, l’uomo che nel 2018 uccise il figlio di 5 anni soffocandolo in auto a Cupramontana (Ancona), è stato assolto in Appello perché, stando alla perizia disposta dal Tribunale, è risultato totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto.

La Corte di Assise d’Appello ha deciso che dovrà passare 10 anni in una Rems perché socialmente pericoloso. Ariatti, affetto da delirio mistico religioso, ha la stessa patologia riscontrata a Luca Giustini, accusato dell’omicidio della figlioletta a Collemarino nell’agosto 2015.

La difesa era ricorsa in Appello dopo la condanna a 12 anni emessa in primo grado un anno e mezzo fa.  In quella sede il gup Francesca De Palma aveva riconosciuto la seminfermità mentale dell’imputato, come stabilito anche dalla perizia fatta fare dallo stesso giudice alla psichiatra Francesca Bozzi.

Imeri, il 4 gennaio 2018, aveva ucciso il figlio Hamid tappandogli naso e bocca con le mani per impedirgli di respirare. Durante il primo interrogatorio aveva parlato di una forza sovrannaturale che lo aveva spinto ad uccidere il figlio.

I fatti risalgano al gennaio del 2018. Sono trascorsi pochi giorni dal Capodanno. A Jesi, città dove Imeri vive con la moglie Sevime di 24 anni, incinta al 7 mese di gravidanza, e i due figli di 3 e 5 anni, l’uomo decide di uscire con l’auto e porta con sé il figlio.

Poi le urla e Imeri viene raggiunto dai parenti. Nonno Bajram allerta i soccorsi ma ogni tentativo da parte dei sanitari di rianimare il piccolo si rivela fallimentare: Hamid è morto soffocato dal padre sul sedile posteriore della vetura.

Sul collo, i segni della violenza, il sospetto di un infanticidio. Imeri viene condotto presso gli uffici del comandante della stazione dei Carabinieri di Cupramontana per essere sottoposto ad interrogatorio.

La difesa, sostenuta dall’avvocato Raffaele Sebastianelli, aveva scelto in primo grado di procedere con il rito abbreviato condizionato dalla perizia psichiatrica che anche il difensore ha fatto fare (allo psichiatra Massimo Melchiorre) e che aveva rilevato una totale incapacità di intendere e di volere del 27enne, recluso nel carcere di Montacuto dal giorno dell’arresto.

La Corte di Assise d’Appello ha deciso che dovrà trascorrere 10 anni in una Rems perché socialmente pericoloso.

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