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Allarme truffa: gli sciacalli del coronavirus raggirano gli anziani con la scusa del tampone

Di Angelica Pansa
Pubblicato il 24 Feb. 2020 alle 17:23
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Immagine di copertina

Allarme truffa coronavirus

In questi giorni di grande paura in Lombardia e Veneto per la diffusione del coronavirus sono state numerose le segnalazioni di possibili truffe legate al virus. Il comune di Zibido San Giacomo (Milano) ha messo un avviso su Facebook dove segnala alcuni truffatori che fingendosi medici si offrono di effettuare gratuitamente test per il coronavirus, per accedere alle abitazioni delle persone e derubarle.

Stessa storia nei comuni di Piacenza e Solaro dove “sedicenti funzionari ATS o di Croce Rossa si propongono di effettuare visite domiciliari con tamponi per coronavirus”, allerta il comune sulla sua pagina.

truffa coronavirus
Il comunicato del comune di Zibido San Giacomo credit: Facebook

Gli sciacalli del coronavirus

Anche la Croce Rossa italiana, comitato di Lecco, mette in guardia i cittadini: “Ci viene segnalato che alcuni anziani hanno ricevuto strane telefonate”. Sembra infatti che alcuni cittadini siano stati approcciati nei loro appartamenti da presunti medici. Truffatori che non si fermano neanche davanti al virus. Si spacciano per operatori sanitari ed entrano in casa delle vittime con la scusa di “fare il tampone” ed accertare il loro stato di salute.

Cosa fare

La Croce Rossa allerta: “Non fidatevi di chi si presenta a domicilio per controlli, verifiche, non esistono medici che vengono a casa vostra per i tamponi”. Anche i vigili urbani ricordano che “gli operatori sanitari effettuano visite ed eventuali esami a domicilio solo se allertati preventivamente dai cittadini stessi che abbiano segnalato sintomi sospetti o la necessità di accertamenti”.

“In nessun caso – continua il comunicato – avviene che siano gli operatori a contattare di propria iniziativa, le persone, né telefonicamente né presentandosi alla porta. Qualsiasi approccio di questo genere va pertanto respinto, rivolgendosi immediatamente al 113 o al 112  per consentire un tempestivo intervento”.

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