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Trieste, minacce no vax a sindaco e presidente di regione: “Andiamoli a prendere sotto casa”

Immagine di copertina
Credit: ANSA/ALICE FUMIS

Trieste, minacce no vax a sindaco e presidente di regione: “Andiamoli a prendere sotto casa”

“Iniziassero ad avere paura, visto che ci fanno provare la paura di non mettere assieme pranzo e cena”. Sono alcune delle minacce segnalate alle forze dell’ordine dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, contenute in una chat pubblica di manifestanti no vax. Oltre al politico leghista, che ha dichiarato di “non avere assolutamente paura”, i messaggi sono stati rivolti anche al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

“Andiamo direttamente sotto casa di Fedriga o Dipiazza”, riporta uno dei messaggi, scritti in una chat pubblica su Telegram che riunisce i no green pass della regione, trovando il sostegno di alcuni dei partecipanti. “Lo si proponga al coordinamento, parta un bel gruppo e la gente ci seguirà”, ribadisce poi l’autore del primo messaggio, salvato insieme agli altri nel pomeriggio di ieri per essere poi inviati alle autorità.

Dallo scorso 15 ottobre, giorno dell’entrata in vigore del green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, Trieste è diventata la capitale delle proteste contro la certificazione rilasciata a chi è guarito da Covid-19, si è vaccinato o si è sottoposto a tampone. Dopo settimane di manifestazioni e sit-in, seguite allo sgombero del varco 4 del porto giuliano bloccato da portuali e no green pass, la prefettura ieri ha vietato fino al 31 dicembre ogni manifestazione nella centrale piazza Unità. Nonostante il decreto, i manifestanti terranno per sabato prossimo un sit-in in un’altra piazza, nei pressi della stazione ferroviaria.

Intanto quella di Trieste continua a essere la provincia con la più alta incidenza di contagi, con 379 casi per 100.000 abitanti, più del doppio della seconda provincia classificata, quella di Bolzano, con 148. Ieri nella sola città giuliana sono stati registrati 141 casi, a fronte di 160 in tutta la regione, mentre nelle vicine Croazia e Slovenia, dove il tasso di positività è al 47,8%, la diffusione del virus sta portando i sistemi sanitari sull’orlo del collasso.

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