Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 00:24
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Trento, uccide l’ex moglie con l’accetta: era ai domiciliari per violenze

Immagine di copertina

Tragedia a Cortesano, in zona Maso Saracini, piccolo centro a pochi chilometri da Trento: un uomo ha ucciso l’ex moglie con un’accetta e poi ha tentato il suicidio. 

Cosa è successo

Lorenzo Cattoni, imprenditore agricolo di 39 anni ha massacrato Deborah Saltori, 42 anni, mamma di 4 bambini, utilizzando un’accetta e colpendola alla carotide. Il femminicidio è avvenuto nella campagna in cui l’uomo stava lavorando. L’allarme è stato lanciato da un passante che ha notato il corpo dell’uomo agonizzante a terra. Ora il 39enne è ricoverato in gravi condizioni intubato all’ospedale Santa Chiara di Trento. I rilievi sono ancora in corso. Sul posto ci sono gli agenti della Squadra Mobile coordinati dal vicequestore Tommaso Niglio ed il pubblico ministero Carmine Russo.

L’uomo era agli arresti domiciliari

C’è un dettaglio non secondario: l’uomo era agli arresti domiciliari a casa dei genitori a Nave San Rocco, a circa 15 chilometri da Trento. Poteva però assentarsi per lavorare, ed era già stato ammonito dal questore di Trento due volte per violenza domestica, anche nei confronti di una precedente compagna. Solo pochi mesi fa Cattoni era stato arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Trento perché negli ultimi quattro anni – avevano verificato gli investigatori – aveva più volte malmenato e vessato, fisicamente e psicologicamente la sua compagna, madre di quattro figli minori, di cui tre avuti da una precedente relazione.

Le violenze nei confronti di Deborah

Lo scorso novembre Deborah si era presentata al pronto soccorso con una frattura composta dell’orbita sinistra, ma non aveva voluto dire ai medici come se la fosse procurata. Sul posto erano però arrivati i poliziotti della Squadra Mobile, allertati dal personale sanitario. Il drammatico racconto della 42enne si era quindi trasformato in una vera e propria denuncia, mai fatta prima per paura di ritorsioni. Gli episodi violenti, aveva raccontato, erano iniziati nel 2016, anche durante la gravidanza.

Gli episodi più gravi erano avvenuti nel 2017, quando la donna – aveva raccontato lei alla polizia – era stata colpita al naso con dei pugni, e nel 2019. Ma a novembre 2020 Deborah Saltori aveva deciso di denunciare dopo essere stata colpita con un pugno. Purtroppo, la violenza dell’ex marito ha sovrastato anche la denuncia e la voglia di rinascita e separazione della donna.

Leggi anche: TUTTE LE NOTIZIE DI CRONACA DI TPI

Ti potrebbe interessare
Cronaca / L'ira di Federica Pellegrini: "L'Italia vuole più figli solo se la mamma si sobbarca tutto il lavoro"
Cronaca / Rogoredo, il poliziotto Cinturrino: “Chiedo scusa, ho sbagliato”
Cronaca / Chi non vuole le bodycam per la Polizia?
Ti potrebbe interessare
Cronaca / L'ira di Federica Pellegrini: "L'Italia vuole più figli solo se la mamma si sobbarca tutto il lavoro"
Cronaca / Rogoredo, il poliziotto Cinturrino: “Chiedo scusa, ho sbagliato”
Cronaca / Chi non vuole le bodycam per la Polizia?
Cronaca / Lo sai cosa mangi quando mangi pollo?
Cronaca / La mamma del bimbo con il cuore bruciato: "Non ci sono più speranze"
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / Cecchini del weekend a Sarajevo, spunta un quarto uomo: “Preferiva sparare alle donne”
Cronaca / Bambino col cuore danneggiato, gli esperti dicono no a un nuovo trapianto
Cronaca / Milano Cortina 2026: i Giochi fermano (per un po’) anche Pornhub. Ma poi è boom di ricerche olimpiche
Cronaca / Bambino trapiantato, si indaga sul frigo che ha trasportato il cuore: “Era fuori dalle linee guida”